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<channel><title><![CDATA[OHi Mag "Rivista di Geopolitica" e Relazioni Internazionali, Strategia Marittima, Cluster Marittimo, Logistica Marittima, Mediterraneo Allargato | "CESMAR.it" Partner - Andrea Zanoni OHI MAG geopolitica e relazioni internazional]]></title><link><![CDATA[https://www.ohimag.com/andrea-zanoni-ohi-mag-geopolitica-e-relazioni-internazional]]></link><description><![CDATA[Andrea Zanoni OHI MAG geopolitica e relazioni internazional]]></description><pubDate>Wed, 09 Sep 2026 14:54:09 +0200</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[Le interruzioni nelle Global Value Chains (GVC).Vulnerabilità e adattamento delle reti globali]]></title><link><![CDATA[https://www.ohimag.com/andrea-zanoni-ohi-mag-geopolitica-e-relazioni-internazional/le-interruzioni-nelle-global-value-chains-gvcvulnerabilita-e-adattamento-delle-reti-globali]]></link><comments><![CDATA[https://www.ohimag.com/andrea-zanoni-ohi-mag-geopolitica-e-relazioni-internazional/le-interruzioni-nelle-global-value-chains-gvcvulnerabilita-e-adattamento-delle-reti-globali#comments]]></comments><pubDate>Mon, 09 Dec 2024 20:20:57 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.ohimag.com/andrea-zanoni-ohi-mag-geopolitica-e-relazioni-internazional/le-interruzioni-nelle-global-value-chains-gvcvulnerabilita-e-adattamento-delle-reti-globali</guid><description><![CDATA[OHi Mag Report Geopolitico nr. 32   Foto 1. https://www.pexels.com/it-it/foto/   La complessit&agrave; delle Catene Globali del Valore e il ruolo della logistica marittimaNell&rsquo;economia post-moderna, le reti della globalizzazione hanno profondamente trasformato i paradigmi produttivi, accelerando la frammentazione delle filiere nazionali, e favorendo la condivisione dei processi industriali a livello globale. Le innovazioni nei trasporti, la digitalizzazione dei sistemi di gestione e tratta [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">OHi Mag Report Geopolitico nr. 32<br /></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.ohimag.com/uploads/1/3/9/5/1395761/unnamed-2_orig.png" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; border-width:0; max-width:100%" alt="OHI MAGAZINE - Andrea Zanoni. Le interruzioni nelle Global Value Chains (GVC). Vulnerabilit&agrave; e adattamento delle reti globali" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -0px; margin-bottom: 0px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;">Foto 1. <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/" target="_blank">https://www.pexels.com/it-it/foto/</a></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div class="paragraph" style="text-align:left;"><strong>La complessit&agrave; delle Catene Globali del Valore e il ruolo della logistica marittima</strong><br />Nell&rsquo;economia post-moderna, le reti della globalizzazione hanno profondamente trasformato i paradigmi produttivi, accelerando la frammentazione delle filiere nazionali, e favorendo la condivisione dei processi industriali a livello globale. Le innovazioni nei trasporti, la digitalizzazione dei sistemi di gestione e trattamento dei dati e una crescente interconnessione tra economie hanno favorito lo sviluppo delle catene globali del valore (<em>Global Value Chains</em>, GVC), rendendole centrali &nbsp;nella produzione contemporanea.<br />Una GVC &egrave; sostanzialmente da intendersi come una rete allargata di fornitori internazionali che contribuiscono alla produzione di un determinato bene o servizio, attraverso una distribuzione di competenze, responsabilit&agrave; e processi, pi&ugrave; o meno centralizzati a seconda dei vantaggi competitivi che un attore pu&ograve; offrire. Un&rsquo;economia globalizzata, guidata dalla libera circolazione degli interessi di attori privati e pubblici, permette l&rsquo;integrazione di strategie economiche nazionali con le opportunit&agrave; offerte dalle GVC. Sul piano normativo, a partire dagli anni Novanta, numerosi accordi bilaterali e multilaterali hanno facilitato il commercio transnazionale, abbattendo barriere tariffarie e favorendo la delocalizzazione produttiva degli stati pi&ugrave; ricchi.<br />La complessit&agrave; delle GVC emerge in modo particolarmente evidente in settori ad alta capacit&agrave; tecnologica come quello dei semiconduttori. Il ciclo di vita di un microchip, per esempio, pu&ograve; coinvolgere fino a 70 paesi, articolandosi in un mosaico di processi produttivi e logistici distribuiti su scala globale. Ogni fase &ndash; dall&rsquo;estrazione dei minerali rari, alla lavorazione e assemblaggio, fino alla distribuzione finale &ndash; &egrave; essenziale per ottenere un prodotto in grado di soddisfare le richieste di un mercato globale in continua evoluzione. Analogamente, il settore automobilistico, un tempo rappresentativo di un&rsquo;industria radicata territorialmente, &egrave; oggi emblema dell&rsquo;interdipendenza globale: la produzione di un&rsquo;automobile Ford, ad esempio, richiede l&rsquo;integrazione di oltre 1.800 componenti provenienti da una rete internazionale di fornitori.<br />Questo modello consente di ottimizzare costi e qualit&agrave;, ma espone le catene produttive a una vulnerabilit&agrave; crescente di fronte a interruzioni improvvise (<em>disruptions</em>), dovute soprattutto al rischio intrinseco&nbsp;rappresentato da una fitta distribuzione di asset, capitali, fabbricati, risorse, e tecnologie tra le parti coinvolte, collocate in molteplici contesti geografici e politici. Ritardi, inefficienze o defezioni lungo la catena logistica possono trasformarsi in perdite economiche significative, soprattutto in settori ad alta complessit&agrave; operativa.<br />Un aspetto cruciale delle GVC riguarda la gestione dei flussi logistici. Per sostenere il tessuto industriale di un paese &egrave; necessario garantire un flusso costante di risorse e semilavorati di alto valore &nbsp;aggiunto, inclusi energia, metalli e beni intermedi.<br />La logistica marittima, in particolare, riveste un ruolo centrale: essa copre oltre il 40% del fabbisogno nazionale di risorse (circa 168 miliardi di euro) e contribuisce al 69% del trasporto dei prodotti finiti destinati ai mercati esteri. A livello strategico, la logistica marittima non solo rappresenta l&rsquo;anello di congiunzione per la bilancia commerciale di un paese, ma consente anche di raggiungere agevolmente qualunque porto internazionale. La versatilit&agrave; del trasporto containerizzato &ndash; che movimenta indistintamente gas, liquidi infiammabili, beni alimentari, medicinali, automobili e altro &ndash; rende il sistema particolarmente flessibile.<br />Secondo l&rsquo;Osservatorio Maritime Economy del Centro Studi e Ricerche di Napoli, nel 2022 circa il 20% del commercio totale dell&rsquo;Italia ha transitato attraverso la dorsale del Mar Rosso.<u><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-6459862899726751884__bookmark0">1&nbsp;</a></u>Inoltre, delle circa 17.000 imbarcazioni che ogni anno attraversano lo stretto di Bab el-Mandeb, oltre il 10% appartiene a operatori che agiscono sotto bandiera italiana.<u><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-6459862899726751884__bookmark1">2</a></u><br />Oggi, le capacit&agrave; logistiche globali si trovano sempre pi&ugrave; sotto pressione a causa dell&rsquo;aggravarsi degli squilibri geopolitici e dell&rsquo;intensificarsi delle crisi presso i nodi critici delle catene di trasporto (i cosiddetti&nbsp;<em>bottlenecks</em>). In quest&rsquo;ottica, mai come negli ultimi anni la sicurezza economica di un sistema paese dipende dalla stabilit&agrave; e dalla sicurezza dei trasporti, i quali costituiscono il cardine per &nbsp;la fluidit&agrave; dei flussi commerciali e la resilienza delle catene del valore.<br />&nbsp;<br /><strong>I fattori di interruzione&nbsp;dell&rsquo;approvvigionamento (&nbsp;<em>disruptions</em>)</strong><br />Le interruzioni nelle reti di approvvigionamento, o&nbsp;<em>disruptions</em>, sono un fenomeno sempre pi&ugrave; frequente, capace di mettere in luce la complessit&agrave; e l&rsquo;interdipendenza delle Catene Globali del Valore.<br />&nbsp;Gli effetti di incidenti, anche localizzati, come un nubifragio in un porto indonesiano, un ammaraggio&nbsp; &nbsp;di un mercantile, o l&rsquo;ostruzione di un canale di collegamento, possono propagarsi in un raggio di migliaia di chilometri, a seconda di quanto &egrave; estesa la copertura geografica di una GVC. Questo effetto domino &egrave; reso possibile dall&rsquo;intricato sistema di rapporti di interdipendenza produttiva tra regioni e settori economici, che caratterizzano l&rsquo;odierna economia globalizzata.<br />I molteplici fattori che concorrono al rallentamento dei processi logistici, come: l&rsquo;instabilit&agrave; politica di una regione costiera, inflazione, crisi energetiche, pandemie, e molto altro, sono responsabili di un indebolimento progressivo dell&rsquo;efficienza dei trasporti. La logistica marittima &egrave;, infatti, &nbsp;puntualmente tra i settori pi&ugrave; vulnerabili ai riflessi geoeconomici di una crisi regionale.<br />La pandemia di COVID-19 ha rappresentato un esempio emblematico: il blocco di porti strategici, la carenza di container e di personale, hanno comportato un rallentamento significativo dei tempi di consegna, con conseguente aumento dei&nbsp;<em>transit times</em>.<br />Secondo uno studio del Fondo Monetario Internazionale (IMF), i tempi medi di resa delle spedizioni internazionali via mare sono aumentati del 25% solamente durante il biennio 2020-2022.<u><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-6459862899726751884__bookmark2">3&nbsp;</a></u>Tale rallentamento della resa di navigazione ha registrato un impatto rilevante sui costi logistici: la difficolt&agrave; nel reperire vuoti liberi su navi.<br />La congestione dei porti (<em>overbooking</em>), &nbsp;e l&rsquo;aumento dei prezzi di combustibile, aggravato dalla crisi ucraina, hanno fatto lievitare il costo di spedizione di un container standard da 20 piedi di ben sette volte rispetto ai livelli pre-pandemici<u><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-6459862899726751884__bookmark3">4</a></u>. Un onere insostenibile per molte aziende esportatrici, non solo italiane.<br />La logistica, dunque, emerge come il metronomo dell&rsquo;economia mondiale. Il malfunzionamento del settore dei trasporti pu&ograve; compromettere l'intero sistema produttivo ed economico globale.<u><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-6459862899726751884__bookmark4">5</a></u><br />L&rsquo;aggravarsi delle crisi regionali, in Ucraina e Medio Oriente, impone una rivalutazione delle contromisure che i paesi europei dovrebbero perseguire, ma, come viene spesso ammantato dalle propagande&nbsp;compiacenti di alcuni governi, non giustifica la distruzione del sistema produttivo globalizzato, nonostante tutte le inefficienze, che le interruzioni alla filiera produttiva ha evidenziato.<br />Un esempio rilevante di politica di diversificazione strategica &egrave; rappresentato dal Piano Mattei, che punta a diversificare le risorse energetiche, ampliare i mercati di destinazione e favorire l&rsquo;avvicinamento di nuovi attori geopolitici. Questa strategia non implica un rifiuto della globalizzazione, ma un suo adattamento alle nuove sfide di un contesto globale sempre pi&ugrave; frammentato, in cui il diritto alla libert&agrave; di commercio, navigazione e transito rimane un principio fondamentale per la sicurezza economica di un paese.<br />Le vulnerabilit&agrave; delle GVC non si limitano agli effetti delle pandemie o delle crisi energetiche. Un altro esempio molto attuale &egrave; rappresentato dagli attacchi non convenzionali dei ribelli Houthi ai danni di mercantili nel Golfo di Aden, che hanno destabilizzato il commercio internazionale, soprattutto per i paesi esportatori del Mediterraneo. Le rotte marittime containerizzate dell&rsquo;Indo-Pacifico &ndash; la dorsale preferenziale per il commercio dei paesi affacciati sul&nbsp;<em>Mare Nostrum&nbsp;</em>&ndash; hanno subito un aumento significativo dei tempi di transito, poich&eacute; molte imbarcazioni sono state costrette a circumnavigare il Capo di Buona Speranza per ragioni di sicurezza. Questa deviazione ha provocato incrementi vertiginosi dei costi di trasporto, misurati in &euro;/TEU (Euro per unit&agrave; equivalente a un container da 20 piedi), con impatti negativi per le economie esportatrici e per la bilancia commerciale.<br />Nonostante queste difficolt&agrave;, nel terzo trimestre del 2024 si &egrave; osservato un aumento delle quantit&agrave; di merci trasportate via mare, segnando il quarto trimestre consecutivo di crescita dopo il calo iniziale dovuto alla pandemia di COVID-19. Questa tendenza sembra suggerire che le GVC possiedano una resilienza intrinseca: come un fluido che si adatta al contenitore, esse modificano i propri itinerari e strategie per fronteggiare le avversit&agrave;. La capacit&agrave; delle GVC di adattarsi dimostra come il commercio internazionale, pur in un mondo sempre pi&ugrave; frammentato, rimanga una costante iperattiva e vitale per il progresso economico globale.<br />In definitiva, le interruzioni alle GVC rappresentano una sfida cruciale per l&rsquo;economia moderna, ma &nbsp;al tempo stesso offrono l&rsquo;opportunit&agrave; di ripensare le reti logistiche e produttive in un&rsquo;ottica di maggiore sostenibilit&agrave; e flessibilit&agrave;. Solo attraverso una combinazione di investimenti strategici, cooperazione internazionale e adattamento tecnologico sar&agrave; possibile garantire la continuit&agrave; e l&rsquo;efficienza delle catene globali del valore in un contesto globale sempre pi&ugrave; incerto.<br /><br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:0px;padding-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:left"> <a> <img src="https://www.ohimag.com/uploads/1/3/9/5/1395761/unnamed-3_orig.png" alt="Andrea Zanoni. Le interruzioni nelle Global Value Chains (GVC). Vulnerabilit&agrave; e adattamento delle reti globali" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Figura 2. Dispersione dei mercantili di oltre 8000 TEU di capacit&agrave; costretti a dirottare su Capo di Buona Speranza  per circoscrivere il canale di Suez. Fonte: Xeneta, Marine Benchmark, 2024</div> </div></div>  <div class="paragraph" style="text-align:left;"><strong>Contro-offensive militari e resilienza economica delle GVC</strong><br />Le misure adottate dai governi occidentali per contrastare le aggressioni degli Huthi nel Mar Rosso riflettono l&rsquo;importanza attribuita al concetto di dominio marittimo nelle strategie di sicurezza globale. Il principio della libert&agrave; di navigazione, sancito dalla Convenzione UNCLOS del 1982, rappresenta un pilastro fondamentale della diplomazia marittima multilaterale e dell&rsquo;intero sistema di libero scambio globale, sostenuto altres&igrave; dai principi dell&rsquo;Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO).<br />Tale libert&agrave;, tuttavia, &egrave; sempre pi&ugrave; minacciata dai conflitti regionali e dalle dinamiche geopolitiche che rischiano di frammentare le relazioni alla base delle Catene Globali del Valore. L&rsquo;Italia ha dimostrato un impegno significativo nel sostenere la resilienza delle comunicazioni globali marittime, aderendo con determinazione all&rsquo;operazione militare europea EUNAVFOR &Agrave;spides, volta alla messa in sicurezza del Mar Mediterraneo e delle rotte che si estendono fino al Golfo di Aden.<br />Per il governo italiano, la stabilit&agrave; di questa area strategica non &egrave; solo una priorit&agrave; militare, ma un obiettivo strategico connesso alla sicurezza economica. Lo ha sottolineato lo stesso Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, evidenziando l&rsquo;importanza di garantire la sicurezza nello stretto di Bab el-Mandeb, fornendo rassicurazioni sul contributo militare italiano, anche in vista di un possibile futuro disimpegno statunitense dalla regione.<u><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-6459862899726751884__bookmark6">6</a></u><br />Fin dall&rsquo;inizio della missione &Agrave;spides, Roma ha assunto un ruolo guida nel comando tattico delle operazioni, schierando navi di primo livello come le fregate&nbsp;<em>Virginio Fasan&nbsp;</em>e&nbsp;<em>Federico Martinengo&nbsp;e il cacciatorpediniere Caio Duilio&nbsp;</em>per contrastare le minacce agli asset commerciali nel Golfo di Aden. Durante la cerimonia del passaggio del comando della missione tra Italia e Grecia, svoltasi il 6 novembre 2024, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, ha ribadito che lo scopo della missione rimane quello di &ldquo;<em>fornire supporto alle linee marittime di comunicazione e garantire il diritto alla libert&agrave; di navigazione.</em>&rdquo;<br />Le dichiarazioni istituzionali sembrano cos&igrave; confermare l&rsquo;esistenza di una relazione strategica tra sicurezza marittima e GVC. Secondo i dati raccolti dall&rsquo;ICE, il 67,4% dell&rsquo;export italiano nel 2023 aveva come destinazione &nbsp;destinazione mete portuali nell&rsquo;indo-pacifico.<u><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-6459862899726751884__bookmark7">7&nbsp;</a></u>Tuttavia, le rotte che attraversano il Mar Rosso e il Golfo di Aden sono sempre pi&ugrave; vulnerabili alle tensioni geopolitiche, mettendo cos&igrave; a rischio la sovranit&agrave; economica e l&rsquo;approvvigionamento di risorse essenziali per il Paese. Ripristinare la stabilit&agrave; in questa regione chiave consentirebbe all&rsquo;Italia di preservare l&rsquo;accesso ai canali logistici strategici, dai quali dipendono le importazioni di materie prime, energia e componenti industriali, nonch&eacute; il regolare transito delle merci attraverso il Canale di Suez.<br />Tali dinamiche assumono una rilevanza ancor maggiore alla luce delle critiche rivolte alla globalizzazione e alla sostenibilit&agrave; delle GVC. Alcuni politici invocano un ritorno al protezionismo e all&rsquo;autarchia economica, proponendo il&nbsp;<em>reshoring&nbsp;</em>delle filiere produttive, ovvero il processo antitetico alla suddivisione globale del lavoro, che prevede la ricollocazione entro i confini nazionali di quelle attivit&agrave; estrattive, manifatturiere e di distribuzione, che furono esternalizzate nei paesi di nuova indipendenza politica (Europa Orientale) e di rapido sviluppo economico (Sud-Est Asiatico), allo scopo di sfruttare le nuove opportunit&agrave; di mercato dettate dalla fine della Guerra Fredda.<br />Tuttavia, questa strategia, sebbene popolare in certi ambienti, si scontra con la complessa realt&agrave; economica contemporanea. Le GVC rimangono altamente dipendenti, ed estremamente voraci, di risorse primarie ed energetiche, soprattutto: minerali rari, semiconduttori, e combustibili fossili. La relazione &egrave; ancora pi&ugrave; sensibile ora, in un momento di rinnovamento industriale in cui la transizione energetica&nbsp; &nbsp;verso tecnologie a basse emissioni richiede una crescente disponibilit&agrave; di terre rare, di cui oltre il 40% vengono estratte nel sottosuolo della RPC<u><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-6459862899726751884__bookmark8">.8</a></u><br />La geopolitica dei minerali evidenzia una profonda dipendenza economica nazionale dai settori ad alto valore aggiunto, come quello dei semiconduttori e dei microchip. Nonostante le aspirazioni di&nbsp; maggiore autonomia strategica delineate nel rapporto di Mario Draghi sul rilancio della competitivit&agrave; europea<u><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-6459862899726751884__bookmark9">9</a></u>, oggi l'Europa si confronta con la realt&agrave; di una catena del valore globale dominata dai giganti dell'elettronica mondiale. L'azienda italo-francese STMicroelectronics ha compiuto significativi progressi nel campo, ma permangono sfide strutturali. La dipendenza tecnologica, il divario di know-how e la carenza di infrastrutture adeguate per l'estrazione e lo sviluppo dei minerali critici mettono in evidenza il gap che separa l'Europa dai principali attori globali. Colossi come TSMC, Samsung e Intel detengono una posizione dominante grazie a capacit&agrave; produttive avanzate e un accesso privilegiato alle risorse necessarie.<br />Tentativi troppo ambiziosi di&nbsp;<em>reshoring&nbsp;</em>rischierebbero di compromettere gravemente l'approvvigionamento nazionale di materiali fondamentali, sia per l'industria civile che per quella militare. La sfida per l'Europa non risiede solo nel colmare il divario tecnologico, ma anche nel garantire un accesso stabile e sostenibile alle materie prime essenziali, promuovendo al contempo investimenti mirati nello sviluppo infrastrutturale e nella ricerca avanzata.<br />Se non altro, la globalizzazione rafforza anche la cooperazione internazionale, incentivando la trasmissione di ricchezza, conoscenze e manodopera qualificata. Studiosi come Uri Dadush considerano la globalizzazione un fenomeno intrinseco al sistema internazionale contemporaneo.<u><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-6459862899726751884__bookmark10">10</a></u>&nbsp;Le guerre, le tensioni divampano, arroventando l&rsquo;equilibrio mondiale; i piccoli stati sfidano le egemonie economiche; e nel frattempo, la globalizzazione continua a fluire, a espandersi, a riempire spazi geografici, premiando gli attori capaci di attrarre gli investimenti grazie alla loro cultura, economia e produttivit&agrave;, come fecero le tigri asiatiche a partire dagli anni Ottanta. L&rsquo;adozione di misure pi&ugrave; efficaci per garantire la libert&agrave; di navigazione, anche attraverso una maggiore cooperazione internazionale, &egrave; quindi imprescindibile. Un&rsquo;analisi della Banca Mondiale (2022) sottolinea inoltre l&rsquo;impatto umano ed economico di una eventuale rottura definitiva delle GVC tra Europa e Asia: un disinvestimento occidentale dalla Cina, con la conseguente chiusura delle forniture di Pechino e il blocco contestuale della filiera manifatturiera condivisa, potrebbe spingere 52 milioni di persone verso la povert&agrave; estrema. Questo dato dimostra come le GVC rimangano fondamentali per il mantenimento della prosperit&agrave; globale. Secondo la WTO, nel 2018 il 29% del valore dei beni e servizi finiti derivava da contributi stranieri. Questo intreccio internazionale riduce i costi di produzione, promuove l&rsquo;efficienza e stimola l&rsquo;innovazione. (figura 3)</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:0px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:left"> <a> <img src="https://www.ohimag.com/uploads/1/3/9/5/1395761/unnamed-4_orig.png" alt="Le interruzioni nelle Global Value Chains (GVC). Vulnerabilit&agrave; e adattamento delle reti globali" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Figura 3. Relazione tra scambi commerciali e indice di povert&agrave; globale  Fonte: WTO, World Trade Report 2024</div> </div></div>  <div class="paragraph" style="text-align:left;">Oggi, le multinazionali (MNZs) giocano un ruolo cruciale nel preservare questa struttura, opponendosi al fenomeno del&nbsp;<em>reshoring&nbsp;</em>per via degli alti costi associati. Inoltre, la frammentazione delle GVC penalizzerebbe maggiormente i paesi in via di sviluppo, privandoli dell'accesso ai mercati globali e dei benefici derivanti dall'integrazione economica. Storicamente, gli scambi commerciali hanno sempre facilitato la condivisione di risorse, idee e competenze, costruendo ponti culturali ed economici che arricchiscono l&rsquo;intero sistema internazionale. Mantenere attive e resilienti le arterie logistiche globali rappresenta una priorit&agrave; strategica condivisa, imprescindibile per garantire stabilit&agrave; e progresso in un mondo sempre pi&ugrave; interconnesso.<br />In conclusione, la crisi del Mar Rosso rappresenta una minaccia concreta agli interessi nazionali italiani, e in senso lato, al sistema di libero scambio del Mediterraneo allargato. Per l&rsquo;Italia, posizionata strategicamente al crocevia delle rotte marittime tra Europa, Asia e Africa, l&rsquo;adozione di una postura meno remissiva &egrave; indispensabile per proteggere i flussi commerciali vitali e preservare la sovranit&agrave; economica. Rafforzare la presenza nelle missioni internazionali, ampliare la cooperazione multilaterale e investire in infrastrutture marittime e logistiche rappresentano priorit&agrave; imprescindibili per garantire la stabilit&agrave; e la competitivit&agrave; del Paese.<br />La storia del Mediterraneo insegna che le potenze in grado di controllare le proprie acque e garantire la sicurezza delle rotte commerciali hanno prosperato economicamente e politicamente. Dai Fenici ai&nbsp; &nbsp;Romani, fino alle potenze marittime moderne, il dominio sui mari ha sempre rappresentato un prerequisito per lo sviluppo e la stabilit&agrave; di un popolo. Di fronte alle sfide odierne, l&rsquo;Italia, di concerto &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; con le potenze alleate, &egrave; chiamata ad affermare il proprio impegno verso la salvaguardia delle arterie &nbsp;marittime globali, non solo come misura di sicurezza nazionale, ma come contributo strategico al mantenimento di un ordine economico aperto e resiliente, essenziale per affrontare le incertezze di un mondo sempre pi&ugrave; interconnesso.</div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>  <div class="paragraph" style="text-align:left;"><span style="color:rgb(98, 98, 98)">1&nbsp;Osservatorio Maritime Economy (srm),&nbsp;</span><em style="color:rgb(98, 98, 98)">Corridoi ed Efficienza Logistica dei Territori</em><span style="color:rgb(98, 98, 98)">, ed. 2024.</span><br /><span style="color:rgb(98, 98, 98)">2&nbsp;F. Bertasi, Rivista di &ldquo;Domino&rdquo;, No. 2, Febbraio 2024, p. 64.</span><br /><span style="color:rgb(98, 98, 98)">3&nbsp;</span><u style="color:rgb(98, 98, 98)"><a href="https://portwatch.imf.org/" target="_blank">PortWatch,&nbsp;</a></u><span style="color:rgb(98, 98, 98)">International Monetary Fund.</span><br /><span style="color:rgb(98, 98, 98)">4&nbsp;Freightos Baltic Index: Global Container Freight Index,&nbsp;</span><u style="color:rgb(98, 98, 98)"><a href="https://fbx.freightos.com/" target="_blank">https://fbx.freightos.com&nbsp;</a></u><span style="color:rgb(98, 98, 98)">[ultimo accesso: Luglio 2024]. 5 Una nave che raggiunge l&rsquo;Oceano Indo-Pacifico, transitando da Capo di Buona Speranza, deve percorrere circa 2.700 miglia nautiche aggiuntive rispetto a una nave che vi giunge attraverso il Mar Rosso. (</span><em style="color:rgb(98, 98, 98)">N.d.A.)</em><br /><span style="color:rgb(98, 98, 98)">5 Una nave che raggiunge l&rsquo;Oceano Indo-Pacifico, transitando da Capo di Buona Speranza, deve percorrere circa 2.700 miglia nautiche aggiuntive rispetto a una nave che vi giunge attraverso il Mar Rosso. (</span><em style="color:rgb(98, 98, 98)">N.d.A.)</em><br /><span style="color:rgb(98, 98, 98)">6&nbsp;</span><u style="color:rgb(98, 98, 98)"><a href="https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/approfondimenti/2024/02/conferenza-stampa-del-ministro-tajani-a-margine-della-conferenza-sulla-sicurezza-di-monaco/" target="_blank">Conferenza stampa del Ministro Tajani a margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco &ndash; Ministero degli</a></u><span style="color:rgb(98, 98, 98)">&nbsp;</span><u style="color:rgb(98, 98, 98)"><a href="https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/approfondimenti/2024/02/conferenza-stampa-del-ministro-tajani-a-margine-della-conferenza-sulla-sicurezza-di-monaco/" target="_blank">Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale,&nbsp;</a></u><span style="color:rgb(98, 98, 98)">17 Febbraio 2024.</span><br /><span style="color:rgb(98, 98, 98)">7&nbsp;</span><u style="color:rgb(98, 98, 98)"><a href="https://www.ice.it/it/statistiche/Repository/Rapporto/ICE_2023_Rapporto_web.pdf" target="_blank">ICE_2023_Rapporto_web.pdf</a></u><br /><span style="color:rgb(98, 98, 98)">8 WTO,&nbsp;</span><em style="color:rgb(98, 98, 98)">Global Value Chain Development Report 2023.</em><br /><span style="color:rgb(98, 98, 98)">9 M. Draghi,&nbsp;</span><em style="color:rgb(98, 98, 98)">The future of European competitiveness &ndash; A competitiveness strategy for Europe</em><span style="color:rgb(98, 98, 98)">, 9 Settembre 2024.</span><br /><span style="color:rgb(98, 98, 98)">10 U. Dadush,&nbsp;</span><em style="color:rgb(98, 98, 98)">The Policy Response to Global Value Chain Disruption</em><span style="color:rgb(98, 98, 98)">, in &ldquo;Global Policy&rdquo;, Vol. 14, 2023, pp. 548- 557.</span></div>  <div class="paragraph"><strong><a href="https://www.ohimag.com/andrea-zanoni-ohi-mag-geopolitica-e-relazioni-internazional">Andrea Zanoni</a></strong></div>  <div class="paragraph">&copy; RIPRODUZIONE RISERVATA<br></div>  <h2 class="wsite-content-title">Scarica l'articolo <br /></h2>  <div><div style="margin: 10px 0 0 -10px"> <a title="Scarica file: ohi_magazine_-_le_interruzioni_nelle_global_value_chains_-_vulnerabilit&agrave;_e_adattamento_delle_reti_globali.pdf" href="https://www.ohimag.com/uploads/1/3/9/5/1395761/ohi_magazine_-_le_interruzioni_nelle_global_value_chains_-_vulnerabilit&agrave;_e_adattamento_delle_reti_globali.pdf"><img src="//www.weebly.com/weebly/images/file_icons/pdf.png" width="36" height="36" style="float: left; position: relative; left: 0px; top: 0px; margin: 0 15px 15px 0; border: 0;" /></a><div style="float: left; text-align: left; position: relative;"><table style="font-size: 12px; font-family: tahoma; line-height: .9;"><tr><td colspan="2"><b> ohi_magazine_-_le_interruzioni_nelle_global_value_chains_-_vulnerabilit&agrave;_e_adattamento_delle_reti_globali.pdf</b></td></tr><tr style="display: none;"><td>File Size:  </td><td>399 kb</td></tr><tr style="display: none;"><td>File Type:  </td><td> pdf</td></tr></table><a title="Scarica file: ohi_magazine_-_le_interruzioni_nelle_global_value_chains_-_vulnerabilit&agrave;_e_adattamento_delle_reti_globali.pdf" href="https://www.ohimag.com/uploads/1/3/9/5/1395761/ohi_magazine_-_le_interruzioni_nelle_global_value_chains_-_vulnerabilit&agrave;_e_adattamento_delle_reti_globali.pdf" style="font-weight: bold;">Download File</a></div> </div>  <hr style="clear: both; width: 100%; visibility: hidden"></hr></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>