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<channel><title><![CDATA[OHi Mag "Rivista di Geopolitica" e Relazioni Internazionali, Strategia Marittima, Cluster Marittimo, Logistica Marittima, Mediterraneo Allargato | "CESMAR.it" Partner - Sandro Carniel OHI MAG geopolitica e relazioni internazionali]]></title><link><![CDATA[https://www.ohimag.com/sandro-carniel-ohi-mag-geopolitica-e-relazioni-internazionali]]></link><description><![CDATA[Sandro Carniel OHI MAG geopolitica e relazioni internazionali]]></description><pubDate>Fri, 11 Sep 2026 12:15:11 +0200</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[Il Cavo fantasma]]></title><link><![CDATA[https://www.ohimag.com/sandro-carniel-ohi-mag-geopolitica-e-relazioni-internazionali/il-cavo-fantasma]]></link><comments><![CDATA[https://www.ohimag.com/sandro-carniel-ohi-mag-geopolitica-e-relazioni-internazionali/il-cavo-fantasma#comments]]></comments><pubDate>Wed, 03 Dec 2025 15:52:40 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.ohimag.com/sandro-carniel-ohi-mag-geopolitica-e-relazioni-internazionali/il-cavo-fantasma</guid><description><![CDATA[OHi Mag Geopolitical Report nr. 218      Photo credits: Maël BALLAND   Di Sandro Carniel  I contributi sono diretta responsabilit&agrave; degli autori e ne rispecchiano le idee personali. Le foto presenti in questa CPM sono state di massima prese dal web, citandone sempre la fonte. Se qualcuno dovesse ritenere necessario rimuoverle o modificarne gli autori, pu&ograve; contattarci sul sito ohimagazine.com e sar&agrave; prontamente accontentato. La riproduzione, totale o parziale, &egrave; autori [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">OHi Mag Geopolitical Report nr. 218<br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:0px;padding-bottom:30px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:left"> <a> <img src="https://www.ohimag.com/uploads/1/3/9/5/1395761/pexels-toulouse-3098980_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%">Photo credits: Ma&euml;l BALLAND</div> </div></div>  <div class="paragraph">Di Sandro Carniel</div>  <div class="paragraph" style="text-align:left;"><a>I contributi sono diretta responsabilit&agrave; degli autori e ne rispecchiano le idee personali. Le foto presenti in questa CPM sono state di massima prese dal web, citandone sempre la fonte. Se qualcuno dovesse ritenere necessario rimuoverle o modificarne gli autori, pu&ograve; contattarci sul sito ohimagazine.com e sar&agrave; prontamente accontentato. La riproduzione, totale o parziale, &egrave; autorizzata a condizione di citare la fonte.</a><br />&nbsp;<br />Credit: CESMAR<br />&nbsp;<br />L&rsquo;articolo che segue &egrave; stato prescelto per la pubblicazione sul sito del&nbsp;<em>Centre for International Maritime Studies</em>&nbsp;(Cimsec) nell&rsquo;ambito della&nbsp;<em>Annual Fiction Week</em>&nbsp;(<a href="https://cimsec.org/fiction-week-2025/" target="_blank">https://cimsec.org/fiction-week-2025/</a>).<br />&nbsp;<br />Il ponte del pattugliatore d&rsquo;altura&nbsp;<em>Frosch&nbsp;</em>odorava di gasolio e acciaio bagnato, residuo della tempesta che aveva appena sferzato il Mare di Barents con onde alte pi&ugrave; di 4 metri. Il Comandante Jonas Meyer si chin&ograve; sul display tattico, seguendo con lo sguardo una linea frastagliata di anomalie rosse che pulsavano sullo schermo.<br />Alle sue spalle, la dott.ssa Aisha N&rsquo;Dour si sistem&ograve; le cuffie sopra i capelli ricci ancora umidi e si sedette alla console ausiliaria. Non lasciava quasi mai la sua postazione nei laboratori sottocoperta, ma ora erano i suoi modelli acustici ad alimentare direttamente i sistemi di combattimento della nave e sapeva che la sua presenza era richiesta. Per questo aveva salito un ponte della&nbsp;<em>Frosch&nbsp;</em>e per questo non si era concessa il vezzo di asciugare bene e stirare i suoi capelli.<br />&laquo;Comandante, devo riconfigurare i parametri del sonar&raquo;, disse senza esitazione tenendo lo sguardo fisso sulla tastiera. Era un modo secco ma rispettoso per notificare la sua azione, pi&ugrave; che per chiedere il premesso di intraprenderla.<br />Meyer alz&ograve; un sopracciglio, esit&ograve; un attimo ma poi rispose altrettanto secco, omettendo di iniziare la risposta col titolo accademico che la dott.ssa Aisha N&rsquo;Dour, PhD in oceanografia acustica, aveva meritato dopo quasi quattro anni di studio in un programma congiunto tra Lisbona e il centro climatico di Shangai &laquo;Quello &egrave; compito del mio ufficiale d&rsquo;armi&raquo;<br />&nbsp;<br />&laquo;Non stanotte&raquo; replic&ograve; Aisha con una velocit&agrave; di cui non credeva di essere capace. &laquo;I vostri array sonar sono tarati sui profili di propagazione del suono dell&rsquo;anno scorso. Ma con questi nuovi strati superficiali di acqua calda che abbiamo incontrato ora dopo il rimescolamento causato dalla tempesta&raquo; indic&ograve; sommariamente lo schermo, dove un gradiente arancione si sovrapponeva al blu &laquo;la direzione del suono piega verso l&rsquo;alto. Se non ricalibriamo adesso, non riusciremo a &ldquo;vedere&rdquo; ci&ograve; che si nasconde sotto il termoclino -il netto gradino di temperatura che separa gli strati caldi da quelli freddi.&raquo;<br />&nbsp;<br />La mascella di Meyer si irrigid&igrave;. Sapeva che il CRMI, Centro di Ricerche Marittimo Intergovernativo, aveva insistito per imbarcare una scienziata del clima proprio per questo motivo, mettendo per iscritto che in caso di diverse priorit&agrave; sarebbe stata proprio lei ad avere la meglio; ma una parte di lui faticava ancora ad accettarlo. Pens&ograve; quindi di affrontarla con una domanda diretta che la mettesse in difficolt&agrave; &laquo;E cosa pensa che si nasconda laggi&ugrave;?&raquo;<br />Aisha fiss&ograve; le anomalie in streaming. &laquo;Droni intrusi. Forse a decine&raquo; poi inizi&ograve; a spostare gli occhi velocemente da un punto all&rsquo;altro dello schermo, senza muovere la testa &laquo;E stanno usando gli effetti della tempesta come copertura&raquo;<br />&nbsp;<br />Sulla carta, questa doveva essere una missione in mare classificata come &ldquo;ordinaria&rdquo;: proteggere un cavo dati artico appena riparato, il&nbsp;<em>Polar Thread</em>, che collega le isole Svalbard alla Norvegia continentale. Il cavo era stato riparato appena due settimane prima, dopo che una tempesta anomala, un evento estremo alimentato da correnti molto pi&ugrave; calde e imprevedibili di quelle che stavano affrontando ora, aveva provocato una lieve torsione e delle microfratture lungo il giunto principale.<br />L&rsquo;intervento aveva richiesto una squadra di subacquei specializzati e droni di manutenzione per consolidare la guaina e verificare l&rsquo;integrit&agrave; dei sensori. Nonostante il lavoro fosse stato eseguito a<br />regola d&rsquo;arte, la Commissione Rischi delle Infrastrutture Sottomarine Critiche sapeva bene che ogni cavo appena riparato resta un punto critico: basta un&rsquo;improvvisa variazione ambientale o un contatto accidentale con un drone ostile, e tutta la rete pu&ograve; subire interruzioni con conseguenze gravissime. La presenza della&nbsp;<em>Frosch&nbsp;</em>era stata richiesta proprio per seguire come evolvesse la &ldquo;convalescenza&rdquo; del cavo durante un&rsquo;altra tempesta che, seppur prevista e con minore intensit&agrave; di quella che lo aveva danneggiato, poteva comprometterne il funzionamento.<br />&nbsp;<br />Poche ore prima della partenza, la Centrale di Intelligence Marittima aveva diffuso un&rsquo;allerta riservata: intercettazioni a lungo raggio avevano registrato traffico radio frammentario tra due navi da pesca battenti bandiera civile, ma identificate come assetti ombra di un Paese avversario. Le comunicazioni contenevano riferimenti codificati a &ldquo;fili interrotti&rdquo; e &ldquo;pesci metallici che dormono&rdquo;, termini che lasciavano intendere la possibilit&agrave; di droni sottomarini posizionati nei pressi del&nbsp;<em>Polar Thread&nbsp;</em>in attesa di un segnale di attivazione. Per questo il Comando aveva richiesto che la&nbsp;<em>Frosch&nbsp;</em>non si limitasse alla sorveglianza passiva, ma operasse in configurazione di allerta massima, con piena integrazione tra sistemi di bordo e modelli scientifici.<br />&nbsp;<br />Il&nbsp;<em>Polar Thread&nbsp;</em>trasporta ogni giorno petabyte di traffico commerciale e dati di comando militari tra Europa e Artico, ma &egrave; anche un&rsquo;ancora vitale per una serie di sistemi di monitoraggio ambientale.<br />Sensori che seguono gli effetti del ritiro dei ghiacci, tracciano l&rsquo;evoluzione delle riserve ittiche e captano dati acustici cruciali per la &ldquo;consapevolezza subacquea&rdquo; di tutta l&rsquo;Alleanza sono ospitati da questo serpentone non pi&ugrave; largo di 30 centimetri. Praticamente tutto quello che avete sul palmo del vostro smartphone passa attraverso questo cavo, inclusi messaggini e inutili video WhatsApp.<br />Cavi come questo sono stati posati, di fatto, in un&rsquo;altra era, quando le profondit&agrave; abissali degli oceani polari erano quiete e immobili, protette da decine di metri di ghiaccio per gran parte dell&rsquo;anno, lontani dalle rotte commerciali, inesplorati dalle attivit&agrave; di pesca. Soprattutto, non erano al centro di dispute e competizioni tra superpotenze. Ma l&rsquo;Artico, da tempo ormai, non &egrave; pi&ugrave; n&eacute; isolato n&eacute; prevedibile. Il ritiro dei ghiacci pluriennali intorno all&rsquo;area delle operazioni della&nbsp;<em>Frosch&nbsp;</em>ha aperto le rotte a flotte di pescherecci commerciali &mdash; e ad attori ostili mimetizzati tra le enormi navi da pesca. Il workshop dell&rsquo;Alleanza tenutosi a Lerici due anni prima aveva lanciato un allarme forte e chiaro: il cambiamento climatico &egrave; un enorme&nbsp;<em>&ldquo;moltiplicatore di rischi&rdquo;</em>, capace anche di confondere instabilit&agrave; naturali e sabotaggi umani.<br />Questa notte, la previsione di allora stavano diventando realt&agrave;. E Aisha era pronta, aveva lavorato duramente per anni per esserlo. E non sarebbe stato un Comandante di marina a metterla in un angolo, impedendole di mettere a disposizione degli operativi la scienza che aveva dapprima studiato e poi applicato tramite algoritmi classificati, testati per mesi solo su dati sintetici nel centro di calcolo.<br />&nbsp;<br />&laquo;Contatto rilevato a due-uno-cinque&raquo;, annunci&ograve; l&rsquo;operatore sonar quasi urlando. &laquo;Eco non identificata, superficiale, intermittente&raquo; aggiunse scuotendo la testa, sconsolato.<br />&laquo;Ghost Net&raquo;, mormor&ograve; con voce piana Aisha. Meyer si volt&ograve; per guardarla fissa negli occhi. &laquo;Come fa a dirlo? Ne ha gi&agrave; viste altre&nbsp;prima?&raquo; &laquo;Solo in simulazione, con milioni di dati sintetici&raquo; ammise con una voce che sembrava quasi un tono di scusa. &laquo;Ma abbastanza a lungo per poter capire che potrebbero essere piccoli robot autonomi disseminati mesi fa, quando nessuno pattugliava queste regioni. Restano dormienti finch&eacute; non vengono attivati. Pensateli come a dei parassiti del fondale, a dei malware sottomarini. E quando entrano in azione, il rumore sottomarino creato da un clima che cambia - dovuto alla turbolenza dopo una tempesta, a una stratificazione termica eccessiva, a livelli bioacustici anomali - &egrave; una copertura acustica ideale&raquo;<br />In quello stesso istante un&rsquo;altra ondata scosse la nave, facendo tremare le luci del ponte. Meyer si aggrapp&ograve; alla balaustra, imprecando tra i denti. &laquo;E quale sarebbe il loro obiettivo?&raquo;<br />&laquo;Se proprio devo scommettere, direi la zona dove si trova la giunzione del cavo riparato. Se la danneggiano durante una tempesta, sembrer&agrave; un guasto naturale. Sar&agrave; quasi impossibile per l&rsquo;Alleanza aprire un file di &ldquo;attribuzione&rdquo; a carico di qualche nazione avversaria. L&rsquo;incertezza attuale del quadro di norme del Diritto dei Mari Profondi far&agrave; il resto, e tutto finir&agrave; per essere catalogato come un danno di origine &ldquo;non ostile&rdquo;&raquo;<br />&nbsp;<br />Meyer non resistette e impart&igrave; ordini rapidi: &laquo;Schierate i droni di sentinella. Potenziate il segnale sonar. Armi in prontezza.&raquo;<br />L&rsquo;equipaggio si mosse con efficienza addestrata, ma Aisha scosse il capo e incresp&ograve; la bocca in un mezzo sorriso. &laquo;Non baster&agrave;. Ricordi che i vostri sensori restano ciechi nello strato di oceano rifratto, non sapranno come guidare i droni. Prima devo riconfigurare i parametri&hellip;&raquo;<br />Inser&igrave; il suo tablet nella consolle, sovrascrivendo il sistema con il suo codice. Sul display si riversarono una serie di onde colorate. &laquo;Sto integrando in tempo reale i dati oceanografici dei sensori della&nbsp;<em>Frosch</em>: salinit&agrave;, correnti di taglio, altezza e direzione delle onde di vento registrate durante la tempesta. In meno di trenta secondi rimappo tutta la finestra acustica.&raquo;<br />Meyer non amava che i civili prendessero il controllo dei suoi sistemi; ma l&rsquo;Ammiraglio in capo era stato chiaro e, a dire il vero, l&rsquo;alternativa che aveva in questo momento (quella di prendersi tutte le responsabilit&agrave; e magari fallire) gli piaceva ancor meno. &laquo;Ha trenta secondi da ora&raquo; disse guardando prima il quadrante del suo Submariner e poi il suo ufficiale addetto al sonar.<br />&nbsp;<br />Lo schermo del video di fronte ad Aisha si schiar&igrave; all&rsquo;improvviso, ben prima del mezzo minuto concessole. Minuscoli segnali emersero da quello che prima sembrava essere solo una massa di segnali caotici, un clutter di &ldquo;rumore&rdquo; indecifrabile all&rsquo;occhio umano: ora appariva evidente una formazione sparsa di oggetti che avanzava lungo il fondale, proprio verso il punto di giunzione del cavo.<br />&laquo;Sciame confermato&raquo;, disse Aisha. &laquo;Una ventina di unit&agrave;, forse pi&ugrave;. Si appiattiscono nello strato difondo per restare invisibili. Astuti, ma non possono nascondersi dai loro stessi flussi termici. E&rsquo; proprio il nuovo clima di questi mari, in media ora molto pi&ugrave; caldi di un tempo, a tradirli. I contrasti di temperatura rendono quelle scie ancora pi&ugrave; evidenti, almeno per il mio algoritmo...&raquo;<br />Meyer si chin&ograve; e si sorprese quando pos&ograve; la mano destra sulla spalla della scienziata, proprio l&igrave; tra il lembo della maglietta e la spallina del reggiseno. &laquo;Ma come diavolo &egrave; poss&hellip;&raquo; si ferm&ograve; senza finire la frase &laquo;I nostri sensori non li vedevano proprio&hellip; Possiamo fermarli?&raquo;<br />Aisha sent&igrave; un piccolo irrigidimento sopraffarla, e cap&igrave; che non riguardava la situazione di stress a cui era sottoposta, ma era frutto della mano di Meyer che sentiva sulla pelle &laquo;Se i vostri piccoli veicoli autonomi sottomarini (AUVs) si fanno prestare gli occhi dal mio modello, forse riescono a spingerli via. Bisogna agire come quando si allontana un branco di uccelli.&raquo;<br />Meyer sorrise appena. &laquo;Dottoressa, adesso sta parlando la mia lingua. Fate come dice&raquo; disse dando l&rsquo;ordine di incorporare i risultati del video nelle CPU degli assetti subacquei.<br />&nbsp;<br />Due AUVs dell&rsquo;Alleanza scivolarono nelle acque nere dai piccoli bocchettoni di lancio posti sulla chiglia della&nbsp;<em>Frosch</em>, le eliche tracciando scie luminescenti appena visibili. Il modello acustico del sonar, ricalibrato da Aisha con dati oceanografici in tempo reale, li guidava ora con precisione chirurgica.<br />&laquo;Pronti al rilascio delle cariche di disturbo non letali&raquo; disse poco dopo l&rsquo;operatore sonar, la voce tremante che a fatica rimaneva entro il limite della calma.<br />Le cariche esplosero in sequenza: onde di pressione e lampi di luce calibrati per confondere i sensori dei droni ostili. Alcuni piccoli robot si dispersero nella corrente, altri si immobilizzarono, paralizzati in modo letale. Ma un manipolo ora pi&ugrave; aggressivo continuava a avanzare verso il giunto del&nbsp;<em>Polar Thread,&nbsp;</em>muovendosi come predatori silenziosi tra le pieghe dell&rsquo;acqua.<br />Aisha serr&ograve; la mascella, i polpastrelli che scorrevano freneticamente sul tablet. &laquo;Alcuni stanno passando lo strato rifratto&hellip; sono gi&agrave; molto vicini. Cambio il guadagno del segnale, e adesso diverranno pi&ugrave; visibili, dovete fermarli prima che raggiungano il cavo, ma con pi&ugrave; cautela per non distruggerlo.&raquo;<br />Meyer si chin&ograve; sul display tattico, le mani che stringevano la balaustra. La tempesta scuoteva ancora la&nbsp;<em>Frosch,&nbsp;</em>e ogni lampo di luce sul mare sembrava amplificare il silenzio dei fondali. Sapeva che ora era solo lui a dover prendersi la responsabilit&agrave; del rischio di un salto di livello.<br />&laquo;Contromisure schema delta-tre, fuoco&raquo;, ordin&ograve;, la voce ferma nonostante il cuore&nbsp;accelerato.<br />I lanciatori degli AUVs espulsero mini-siluri a bassa carica, ciascuno dotato di micro-frammenti di corallo sintetico. I colpi centravano con precisione i bracci manipolatori dei piccoli droni ostili, tagliandoli o bloccandoli. Alcuni sembravano integri ma erano immobilizzati, altri fluttuavano impotenti nella corrente. Gli AUV della&nbsp;<em>Frosch&nbsp;</em>continuavano a pattugliare la zona, osservando quel che era rimasto dei minuscoli robot aggressori, mentre Meyer e Aisha trattenevano il fiato per secondi che sembravano essere eterni.<br />&nbsp;<br />&laquo;Comandante, le misure del flusso di dati che passano attraverso il cavo sono stabili&raquo; disse con voce concitata alla fine l&rsquo;ufficiale alle comunicazioni.<br />Uno a uno, i segnali di allarme sullo schermo svanirono, fino a restituire un quadro limpido sul sonar: il&nbsp;<em>Polar Thread&nbsp;</em>era salvo, l&rsquo;operazione era andata a buon fine senza compromettere la struttura esterna del cavo e soprattutto senza danneggiare o mettere a rischio il traffico dati.<br />&nbsp;<br />Meyer espir&ograve; lentamente mentre usciva sul ponte, ancora scosso dall&rsquo;adrenalina e immerso in un silenzio carico di tensione e sollievo. &laquo;Ben fatto, dottoressa. Non ce l&rsquo;avremmo mai fatta senza i suoi occhi aggiuntivi. Ci hanno fatto identificare e annientare quei piccoli bastardi mentre i nostri sensori classici erano completamente ciechi.&raquo;<br />Aisha non stacc&ograve; gli occhi dal display portatile che aveva portato in coperta con s&eacute;, trattenendo a stento la soddisfazione. &laquo;Questo era solo un piccolo sciame, il modello acustico corretto ci ha dato un grande vantaggio tattico. Ma la vera sfida arriver&agrave; quando nella guerra che abbiamo davanti<br />queste condizioni diventeranno la norma. Mediterraneo, Adriatico, Mar Nero&hellip; centinaia di cavi, migliaia di chilometri. Non si tratter&agrave; pi&ugrave; solo di droni, ma anche di come il clima meteomarino rende tutto pi&ugrave; imprevedibile, si tratta di ridefinire in fretta quello che sappiamo dei nostri mari. E non stiamo procedendo abbastanza in fretta.&raquo;<br />Meyer annu&igrave; gravemente, lo sguardo verso il mare che sembrava aver digerito la tempesta. &laquo;E in tutta la Marina abbiamo una sola come lei a gestire questa revisione?&raquo;<br />Un sorriso sottile sfugg&igrave; ad Aisha. &laquo;Gi&agrave;, non basta una sola persona. Servono sistemi allenati, non salvatori. Monitoraggio adattivo, modelli climatici in tempo reale, difese autonome. Altrimenti&hellip;&raquo; fece un cenno verso le onde che continuavano a sferzare la nave, &laquo;&hellip;sar&agrave; il mare a vincere. Con o senza nemici.&raquo;<br />Il vento gelido ora le sferzava il volto, e per un istante il mare sembr&ograve; un&rsquo;entit&agrave; viva, imprevedibile e indomabile.<br />Ma tra le luci tremolanti della&nbsp;<em>Frosch</em>, i dati che ancora scorrevano nel&nbsp;<em>Polar Thread</em>, e i modelli di Aisha che riuscivano a scorgere ogni micro-anomalia, le sensazioni ora erano diverse: l&rsquo;Alleanza poteva ancora reagire. Con ingegno, tecnologia e previsione, la battaglia non era ancora persa.<br />E quella notte, mentre la tempesta lentamente si attenuava, Meyer e Aisha sapevano che la vera guerra per il controllo dei mari e dei dati era appena iniziata.<br />&nbsp;<br />&copy; 2025 Sandro Carniel. Tutti i diritti riservati. Publication rights remain with the author.&nbsp;<u><a href="mailto:sandro.carniel@cnr.it" target="_blank">sandro.carniel@cnr.it</a></u>&nbsp;<br /><strong>&nbsp;</strong><br /><strong>Note sull&rsquo;autore:</strong><br />Sandro Carniel, PhD, &egrave; un oceanografo italiano, divulgatore scientifico e scrittore di riconosciuto valore, il cui lavoro di ricerca indaga l&rsquo;intersezione tra cambiamenti climatici, tecnologia e sicurezza marittima. Attualmente &egrave; Direttore di Ricerca presso l&rsquo;Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Venezia e membro del comitato scientifico del CESMAR, Centro per gli Studi Marittimi Geopolitici e Strategici, dopo aver ricoperto il ruolo di Direttore della Divisione Ricerca presso il CMRE, il Centro NATO per la Ricerca e Sperimentazione Marittima di La Spezia (Italia). Carniel &egrave; stato insignito del Tridente d&rsquo;Oro (un riconoscimento conferito anche a Jacques Cousteau e Jacques Mayol) ed &egrave; International Fellow del The Explorers Club di New York.<br /></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>