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Global Flashpoint — 4 agosto 2026 Le difficoltà statunitensi nella guerra all’Iran 4 agosto 2026 Redazione di OHIMag Introduzione In questa intervista rilasciata a CNN News8, il professor John Mearsheimer, rinomato politologo e docente di Scienze Politiche presso l'Università di Chicago, tra i principali esponenti della scuola del realismo offensivo nelle relazioni internazionali ci offre la sua versione dei fatti di oggi. Celebre per la sua analisi sistemica dell'egemonia globale e dei conflitti geopolitici, Mearsheimer offre una lettura critica e disincantata della condotta militare e diplomatica statunitense nello scontro con l'Iran. Sintesi dell'intervista La trappola dell'escalation e i limiti militari statunitensi: Mearsheimer sostiene che gli Stati Uniti si trovino bloccati in una trappola dell'escalation senza una reale strategia di vittoria. La transizione dall'offensiva aerea al blocco navale è stata imposta dall'esaurimento delle scorte di munizioni di precisione. Di contro, l'Iran sfrutta asimmetricamente droni e missili balistici economici, contrastando efficacemente le ben più costose tecnologie americane. Controllo dello Stretto di Hormuz: L'Iran ha dimostrato di controllare de facto lo Stretto di Hormuz, imponendo il passaggio obbligato attraverso il proprio canale e privando gli USA della capacità di garantire la navigazione lungo le coste dell'Oman. Impatto sull'architettura regionale e sulle basi USA: L'alleanza con le monarchie del Golfo e la presenza delle basi americane sono uscite fortemente indebolite. Tali basi si sono rivelate bersagli vulnerabili, spingendo i Paesi del Golfo a riconsiderare le proprie alleanze, cercare un riavvicinamento con Teheran e aprirsi a una maggiore influenza della Cina. Dinamiche tra Grandi Potenze (Cina e Russia): Mearsheimer precisa che l'egemonia unipolare americana si è già conclusa verso il 2017 con l'affermarsi di un sistema multipolare. Una sconfitta contro l'Iran non altererà la potenza strutturale degli USA, ma Cina e Russia beneficiano direttamente del conflitto: fornendo intelligence e armi all'Iran, mantengono Washington impantanata in Medio Oriente, sottraendo risorse preziose allo scacchiere dell'Asia-Pacifico. Dilemma Israeliano e opzione nucleare: Avendo fallito nel raggiungere gli obiettivi strategici (cambio di regime, smantellamento del programma nucleare e blocco dei gruppi affiliati), Israele affronta una minaccia esistenziale. Se le opzioni diplomatiche ed economiche falliranno e l'Iran dovesse avvicinarsi all'arma atomica, cresce il rischio di un'azione militare disperata o estrema da parte israeliana. Prospettive politiche per la Presidenza Trump: Mearsheimer prevede che la Casa Bianca sarà costretta a cedere e a negoziare una resa o un accordo politico di compromesso a causa della scarsità di munizioni e del potenziale impatto economico globale. Pur tentando di dichiarare vittoria dinanzi all'opinione pubblica interna in vista delle elezioni, la realtà strategica indicherà un successo tattico e negoziale per Teheran. Insegnamenti e conclusioni Dall'analisi di Mearsheimer emergono tre insegnamenti fondamentali per la geopolitica contemporanea:
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