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OHi Mag Report Geopolitico nr. 217 Di Pier Riccardo Piovesana Introduzione
Il recente rapporto della Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-TOC) intitolato "Up in Smoke" (https://globalinitiative.net/wp-content/uploads/2025/11/Parti-en-fume%CC%81e-Comment-le-carburant-en-RCA-est-devenu-une-arme-de-guerre-et-une-source-denrichissement-criminel-GI-TOC-Novembre-2025.pdf.v2.pdf) rivela una realtà inquietante: nella Repubblica Centrafricana (RCA) il carburante è diventato simultaneamente un'arma bellica, uno strumento di controllo politico e una fonte di arricchimento illecito per reti criminali transnazionali e attori statuali. Questo fenomeno, che trova paralleli significativi nel Mali, dimostra come le risorse energetiche possano essere strumentalizzate in contesti di fragilità statale, trasformandosi in meccanismi di dominio che intrecciano criminalità organizzata, interessi geopolitici e corruzione sistemica. Il contesto della Repubblica Centrafricana La RCA è intrappolata da tre decenni in crisi politiche e militari originate da problemi cronici di governance e marginalizzazione delle regioni settentrionali. Il colpo di stato del 2013 da parte della coalizione Séléka ha innescato violenze settarie che hanno attirato l'intervento militare francese. Nonostante l'elezione nel 2016 del presidente Faustin-Archange Touadéra, i gruppi ribelli hanno continuato a controllare fino all'80% del territorio, creando economie di guerra decentralizzate basate sullo sfruttamento di oro, diamanti, legname, bestiame e carburante. L'Accordo di Khartum del febbraio 2019, negoziato sotto influenza russa tra il governo e quattordici gruppi armati, ha tentato di porre fine alla guerra civile prevedendo cessate il fuoco, disarmo e condivisione del potere. Tuttavia, l'implementazione è stata fragile e nel 2021 una nuova coalizione ribelle, la Coalizione dei Patrioti per il Cambiamento (CPC), ha sferrato un'offensiva che ha di fatto sepolto l'accordo. L'intervento del gruppo Wagner e il settore minerario La controffensiva governativa del 2021, supportata dalla compagnia militare privata russa Gruppo Wagner, ha segnato una svolta geopolitica cruciale. Dopo il rifiuto francese di fornire armi, il presidente Touadéra si è rivolto alla Russia, che ha risposto inviando Wagner in cambio di accesso a redditizie concessioni minerarie. Wagner non si è limitata a fornire protezione militare ma ha assunto il controllo sistematico delle risorse minerarie del Paese. Il suo approccio è stato diretto: eliminare i concorrenti, intimidire i funzionari e ottenere permessi in condizioni opache per riciclare oro e diamanti attraverso società fittizie. Il giacimento di Ndassima, pienamente operativo dal 2022, frutta circa cento milioni di dollari annui ma non dichiara alcuna produzione né registra esportazioni. L'oro viene contrabbandato all'estero, anche tramite voli segreti attraverso la Somalia verso Dubai. Un caso emblematico è la scomparsa nel gennaio 2025 di un diamante grezzo da centosettantasette carati, uno dei più grandi mai rinvenuti nella RCA. Un accordo da cinque milioni di dollari con un commerciante sudafricano è stato annullato dopo l'intervento del leader di Wagner e l'attuale ubicazione della gemma rimane sconosciuta. Le operazioni di Wagner combinano azioni di forza con sofisticate reti logistiche transnazionali. I profitti sono talmente lucrosi che la compagnia continua ad operare nonostante i tentativi delle autorità russe di sostituirla con l'Africa Corps, sostenuta dalle élite locali la cui sopravvivenza dipende dalla sua presenza. Parallelamente, il Ruanda ha aumentato il proprio coinvolgimento dal 2019 attraverso accordi bilaterali e cooperazione militare. Aziende legate a Kigali hanno guadagnato terreno nel settore minerario conducendo operazioni sotto protezione dell'esercito ruandese e facilitando contrabbando di oro su larga scala attraverso società di comodo e reti informali. Il carburante come risorsa strategica Il consumo annuo di prodotti petroliferi della RCA ammonta a centoventi milioni di litri. Sebbene modesto a livello regionale, è vitale per ogni settore economico. Non disponendo di capacità produttive o di raffinazione, il Paese dipende interamente dalle importazioni. I carburanti costituiscono il 20-25% delle entrate fiscali totali, nonostante forti sussidi e alti margini di profitto concessi agli operatori privati. La situazione è aggravata dal fatto che le capacità di stoccaggio e distribuzione sono limitate e centralizzate nella capitale Bangui. Fuori dalla capitale le stazioni di servizio sono scarse, particolarmente nelle aree settentrionali e orientali che rimangono completamente dipendenti dal contrabbando di carburante proveniente principalmente da Ciad, Repubblica Democratica del Congo e Sudan. Durante gli anni di conflitto, il traffico illecito attraverso confini porosi ha rappresentato circa il 20% del mercato totale. I gruppi armati hanno sfruttato le rotte per estorcere risorse e mantenere il controllo territoriale nonostante la protezione delle principali vie di rifornimento da parte della missione di peacekeeping ONU MINUSCA. La ristrutturazione criminale del settore Dal 2021 il controllo del settore petrolifero è stato assunto da funzionari statali corrotti, attori privati con forti connessioni politiche operanti in regime di monopolio e membri dei servizi di sicurezza che agiscono sinergicamente come un cartello. Questo apparato mantiene artificialmente alti i prezzi per massimizzare profitti ed evadere tasse, generando nel solo 2024 tra 17,5 e 30 milioni di dollari di entrate ridistribuite attraverso un sistema piramidale di tangenti. La crisi globale del carburante del 2022, conseguente all'invasione dell'Ucraina, ha colpito duramente la RCA facendo crollare le importazioni a novantatré milioni di litri, ben sotto la domanda nazionale. Il governo ha rilasciato licenze d'importazione eccezionali a quarantasette operatori, molti coinvolti nel contrabbando, facendo aumentare il gasolio fino a 2,39 dollari al litro nel 2023. Nel settembre 2023 il governo ha concesso alla Neptune Oil, società camerunense filiale di Optima Energy, una licenza d'importazione esclusiva per dieci anni, emarginando tutti gli altri operatori in violazione della legge che liberalizza il mercato. Questa esclusiva ha sollevato dubbi nella Comunità Economica e Monetaria dell'Africa Centrale poiché esclude dal mercato Paesi produttori come Ciad, Congo, Guinea Equatoriale e Gabon. Parallelamente il governo ha requisito le dieci stazioni di servizio operative di Tamoil RCA, succeduta a Total Centrafrique (TotalEnergies), rappresentanti circa metà dell'infrastruttura totale di vendita al dettaglio. Il controllo è stato ripartito tra la moglie del capo di stato maggiore delle forze armate, figura finanziaria chiave del partito al governo, e un cittadino maliano connesso da decenni alle élite politiche ed economiche di Bangui. Il sistema dei profitti illeciti Al centro delle distorsioni del settore c'è il sistema di fissazione dei prezzi che applica riferimenti internazionali gonfiati e concede premi all'importatore insolitamente alti. Confrontando le strutture di prezzi della RCA e del Camerun, il vantaggio aggiuntivo e probabilmente ingiustificato dell'importatore centrafricano risulta essere circa 0,28 dollari per litro di benzina e 0,32 dollari per litro di gasolio. Sulla base dei volumi ufficiali delle importazioni per il 2024, questi costi ingiustificati hanno generato circa 17,5 milioni di dollari di profitti in eccesso quasi interamente a vantaggio di Neptune Oil. Inoltre lo status di società non residente di Neptune Oil ha ostacolato significativamente la capacità del governo di riscuotere tasse sul fatturato. Le società non residenti sono soggette a una ritenuta del 15% sul fatturato ma i commercianti, temendo interruzioni dell'approvvigionamento, si sono astenuti dal trattenere tali imposte. Volumi significativi di carburante Neptune Oil sono esentati dai dazi e dalle tasse all'importazione con il pretesto di essere destinati a missioni diplomatiche o assistenza bilaterale. Queste esenzioni, concesse con la complicità degli agenti doganali, gonfiano ulteriormente i margini di profitto e privano lo Stato di entrate vitali. Le entrate fiscali governative riferite al carburante sono diminuite da 41,6 milioni di dollari nel 2021 a soli 29,5 milioni di dollari nel 2024 nonostante una ripresa quasi completa dei volumi delle importazioni. Il carburante importato a prezzi scontati viene rivenduto a prezzi pieni alla pompa creando notevoli margini di profitto. Un insider sostiene che i profitti raggiungono circa 24.500 dollari per autocisterna da 35.000 litri. Se la metà delle importazioni di Neptune Oil fosse distribuita attraverso le stazioni confiscate con esenzioni complete, gli extraprofitti potrebbero raggiungere circa trenta milioni di dollari. Parte dei profitti viene reincanalata verso attori governativi attraverso un programma di buoni carburante. Le agenzie governative emettono voucher principalmente a favore degli agenti di sicurezza che li riscattono in contanti presso le stazioni confiscate. I pagamenti sarebbero ridistribuiti a funzionari di alto livello, tra cui molti membri del partito al governo. Il ruolo di Wagner nel settore carburante Dalla fine del 2018 Wagner ha istituito una rete transnazionale d'importazione e distribuzione di carburanti evolutasi da operazioni di contrabbando semplici ad un sistema strutturato ancorato a società di copertura, distributori autorizzati ed esenzioni governative. All'inizio del 2021 sono state registrate due società: Capex e Petrolex SAU, costituendo una catena di approvvigionamento parallela per sostenere le operazioni di Wagner e delle forze armate nazionali. Petrolex non importa solo combustibili ma anche varie merci di produzione russa tra cui prodotti chimici, materiali da costruzione e macchinari pesanti per l'industria mineraria. Gestisce attraverso il Camerun un canale privilegiato per il carburante russo sottoposto a sanzioni. L'ultima importazione registrata da Petrolex nell'ottobre e novembre 2024 sottolinea l'apparente esenzione dal monopolio nazionale dell'importazione detenuto da Neptune Oil. Le connessioni con il carburante russo sanzionato Le origini delle forniture di carburante della Neptune Oil rimangono opache ma sono emersi collegamenti ad operatori sanzionati. La compagnia ha importato prodotti petroliferi da trader internazionali tra cui Coral Energy, società con sede a Singapore avente legami con compagnie petrolifere russe come Rosneft e sottoposta a sanzioni dal Regno Unito nel dicembre 2024. Nel gennaio 2025 un carico di trentamila tonnellate di gasolio dalla Russia, inviato in violazione di sanzioni poste da USA e UE, è stato descritto come donazione umanitaria ma probabilmente faceva parte di un accordo commerciale teso ad aggirare le sanzioni occidentali. La nave trasportava il carburante apparteneva alla flotta ombra russa sanzionata. Sebbene pubblicamente inquadrata come donazione, la consegna riflette probabilmente un modello di approvvigionamento commerciale con Neptune Oil che agisce come agente marittimo governativo gestendo contratti, approvvigionamento e logistica. Il contrabbando parallelo Mentre Neptune Oil domina le importazioni ufficiali, il governo ha silenziosamente aperto la porta ad un sistema ombra. Nel giugno 2024 due decisioni ministeriali hanno introdotto un regime d'importazione parallela permettendo a qualsiasi azienda registrata di importare carburante a condizione che le tasse siano pagate e che il carburante sia venduto solo in aree prive di stazioni autorizzate. Gran parte del carburante importato nell'ambito di questo schema proviene dalla Nigeria dove viene deviato illecitamente e trasportato lungo il fiume Benue nel nord del Camerun. Da Garoua il carburante viene trasferito in piccole autocisterne o caricato in fusti su autocarri che entrano nella RCA in convoglio. Sebbene alcuni traffici avvengano attraverso punti di frontiera scarsamente controllati, la maggior parte del carburante nigeriano di contrabbando entra attraverso il posto di frontiera ufficiale di Beloko dove false dichiarazioni e tangenti per evitare o ridurre il pagamento delle tasse sarebbero di routine. Le operazioni di contrabbando sono state "regolarizzate" attraverso pagamenti di dazi ma i fondi non raggiungono il tesoro pubblico. Gli agenti dei posti di blocco stanno sfruttando il sistema: gli autotrasportatori che trasportano carburante extra come riserva pagano regolarmente gli agenti per evitare sanzioni. Queste entrate fuori bilancio vengono utilizzate per finanziare le operazioni del governativo Comitato Antifrode e sono condivise informalmente tra alti funzionari pubblici. I gruppi ribelli e il carburante Sebbene i gruppi ribelli abbiano perso il controllo sui corridoi usati per il traffico di contrabbando dal Ciad e dal Sudan, mantengono la capacità di tagliare i rifornimenti dal Camerun. Il gruppo ribelle 3R ha attaccato rotte di approvvigionamento ed infrastrutture. Nel gennaio 2023 ha distrutto ventitré autoveicoli carichi di carburante evidenziando la competizione per il controllo delle risorse vitali. L'assalto al posto doganale di Beloko dove Wagner mantiene una presenza permanente potrebbe essere stato commissionato da commercianti di carburante che condividevano interessi comuni con i ribelli cercando di evitare che il carburante confiscato cadesse nelle mani del Ministero dell'Energia o di Wagner. Le operazioni di 3R sono diminuite a causa delle offensive governative e della presenza di Wagner nel nord-ovest ma persistono attacchi sporadici. Il caso parallelo del Mali Significativamente nel Mali i miliziani del Gruppo di sostegno all'Islam e ai Musulmani (Jnim), formazione jihadista legata ad Al-Qaeda nel Maghreb, stanno soffocando l'economia mediante una campagna tesa ad interdire i trasporti di rifornimenti alimentari e soprattutto di carburante. Il Paese dipende completamente dai canali di trasporto terrestri e può essere isolato relativamente facilmente. Dallo scorso settembre Jnim ha intensificato gli attacchi alle vie di comunicazione che collegano la capitale Bamako ai porti di Dakar e Abidjan con l'evidente scopo di spingere la popolazione contro la giunta militare al potere. Come nella RCA la giunta salita al potere nel 2021 ha allontanato le forze francesi e ONU appoggiandosi al Gruppo Wagner e poi all'Africa Corps. Malgrado la presenza russa i Jihadisti non sono arretrati e nelle aree rurali i Russi si sono limitati a proteggere i siti minerari d'oro e le basi militari senza garantire la sicurezza dei civili causando un aumento del malessere popolare. Il commercio illegale del carburante è esploso e ora i combustibili sono introvabili se non a prezzi altissimi. Nei Paesi limitrofi il carburante destinato al consumo interno viene illegalmente dirottato verso il Mali. Le conseguenze commerciali del blocco si estendono a livello internazionale. Nei primi giorni di ottobre 2025 la Mediterranean Shipping Company ha annunciato la sospensione di tutte le spedizioni verso il Mali fino a quando la situazione non sarà stabilizzata. Considerazioni geopolitiche e sistemiche Il caso della RCA, Stato privo di accesso al mare, chiarisce l'importanza che il traffico sanzionato via mare di petrolio russo assume per molti Paesi del terzo mondo. La Russia grazie alle sue imponenti risorse naturali e mediante un sapiente e spregiudicato impiego delle sue compagnie militari private ha saputo costruire un complesso sistema utile al conseguimento dei propri interessi strategici globali capace di produrre cospicui utili. In pratica le operazioni russe si autofinanziano. I Russi esportano in Paesi particolarmente "ricettivi" un sistema ben rodato nella società sovietica e post-sovietica. Secondo l'analisi dello studioso britannico Mark Galeotti il crimine organizzato in Russia si è evoluto fino alla sua attuale ambigua posizione che lo pone in diretta collaborazione con lo Stato non come fattore esterno al sistema politico ed economico ma in sovrapposizione e connessione. Questo sistema risulta essere contemporaneamente utile agli interessi degli apparati politico, burocratico, militare, industriale, imprenditoriale e criminale ognuno funzionale all'altro. Conclusioni Le similitudini tra RCA e Mali con il comune denominatore dell'inefficienza e della corruzione endemica degli apparati statali sono molteplici. L'analisi dimostra chiaramente come le vie di comunicazione marittime siano importanti anche per Paesi interclusi e come il crimine organizzato transnazionale possa operare al livello della grande strategia essendo funzionale agli interessi globali di certi Stati. Per affrontare questo problema è necessaria una strategia su più fronti che riconosca la valenza geopolitica del carburante rafforzando contemporaneamente responsabilità trasparenza e capacità di applicazione. Il rapporto GI-TOC propone diverse raccomandazioni tra cui audit indipendenti sulla struttura dei prezzi indagini sulle attività criminali rafforzamento delle autorità doganali rivitalizzazione del trasporto fluviale e imposizione di sanzioni internazionali contro le entità che collaborano con le compagnie militari private russe. Tuttavia con azione immediata e decisa questa traiettoria può essere invertita. La RCA deve istituire un solido quadro normativo in coordinamento con i partner internazionali per attrarre investimenti legittimi nel settore minerario proteggendolo dalla criminalità organizzata. Intraprendendo queste azioni il Paese può generare risorse finanziarie vitali finanziare riforme essenziali e rivendicare la propria sovranità. Questa non è solo un'opportunità per creare condizioni per la pace ma anche una necessità strategica per ripristinare l'autorità statale incoraggiare investimenti legittimi e avviare la nazione verso lo sviluppo. Pier Riccardo Piovesana Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza a riposo, ha frequentato l’Accademia del Corpo delle Guardie di P.S. dal 1974 al 1978 e successivamente vari corsi, in specie presso la Scuola Superiore di Polizia e la Polizei-Führungsakademie di Münster, Germania. È stato Questore di Gorizia e di Parma. Ha ricoperto diversi incarichi in Questure, Reparti di Specialità ed Istituti d’istruzione ove ha anche svolto numerose docenze. È stato componente di molteplici organi collegiali, interforze e multinazionali. Per la sua attività professionale ha ricevuto varie onorificenze fra cui quella di Commendatore O.M.R.I. e riconoscimenti nazionali ed esteri (Dipartimento di Stato e Secret Service USA, Metropolitan Police inglese…). Dal 2021 è membro del CESMAR ove presiede il Collegio dei Probiviri.
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