|
Questa analisi è stata preparata in collaborazione con cesmar.it
Scenari geopolitici del 26 febbraio 2026 Sintesi quotidiana di geopolitica marittima globale Introduzione Il 25 febbraio 2026 si conferma una giornata di accelerazione nelle tensioni geopolitiche globali: dal quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina ai movimenti cinesi nell'Indo-Pacifico, dalla crisi commerciale impressa dalla politica dei dazi di Trump alla ridefinizione degli equilibri nel Mediterraneo e nel Mar Rosso. Il mondo appare sospeso tra ricerca di stabilità e rischio di nuove escalation. Eventi clou Tre eventi segnano in modo particolare il 25 febbraio 2026 e meritano un approfondimento specifico per la loro portata strategica. 1. Il discorso di Trump sullo stato dell'Unione Il presidente Donald Trump ha tenuto nella notte tra il 24 e il 25 febbraio 2026 il suo discorso sullo Stato dell'Unione, il più lungo della storia recente con una durata di 1 ora e 47 minuti. L'occasione ha confermato la profonda frattura che attraversa la società e le istituzioni statunitensi: applausi unanimi solo per la nazionale di hockey olimpica, mentre il resto del discorso ha visto ovazioni repubblicane e fischi democratici, con il deputato Al Green scortato fuori dall'aula per aver esposto un cartello anti-razzismo. Trump ha proclamato l'avvento di una nuova "età dell'oro" per gli Stati Uniti, rivendicando un calo dell'inflazione all'1,7%, tagli fiscali record e il controllo del confine meridionale. Sul fronte internazionale, tuttavia, il discorso è rimasto sorprendentemente silenzioso: solo tre minuti dedicati all'Iran, menzione tardiva dell'Ucraina nonostante il quarto anniversario dell'invasione russa, e un approccio sfumato verso NATO e Groenlandia. I sondaggi rivelano uno scetticismo diffuso: il 57% degli americani non percepisce l'Unione come forte, e il 65% boccia la gestione dell'inflazione. Secondo l'analisi dell'ISPI (Gianluca Pastori), il discorso è apparso "alluvionale e prevedibile", con esagerazioni economiche e un estero marginale, lontano dalle promesse elettorali. A meno di nove mesi dai Midterm di novembre 2026, la polarizzazione politica appare strutturale e permanente. (Fonti: ISPI, InsideOver, NotizieGeopolitiche) 2. Panama assume il controllo dei porti del Canale Il 25 febbraio 2026, Panama ha formalizzato l'assunzione del controllo dei porti di Balboa (versante Pacifico) e Cristobal (versante Atlantico), estromettendo la Panama Ports Company, filiale di CK Hutchison Holdings con sede a Hong Kong. La mossa segue la sentenza della Corte Suprema panamense del gennaio 2026, che ha dichiarato incostituzionale il contratto originario del 1997. Dietro questa decisione si scorge la pressione statunitense: Washington considera la presenza cinese nella gestione delle infrastrutture del Canale una vulnerabilità strategica per l'emisfero occidentale. CK Hutchison ha definito l'azione "illegale", aprendo un lungo contenzioso internazionale. Le conseguenze immediate riguardano l'incertezza operativa e i possibili rialzi dei costi logistici per le rotte globali che transitano attraverso l'istmo. Geopoliticamente, l'episodio sancisce un ridimensionamento della proiezione cinese in un'area considerata sensibile dagli USA, e conferma che le infrastrutture critiche sono diventate veri e propri asset di potere nella competizione tra grandi potenze. (Fonte: NotizieGeopolitiche) 3. Quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina Il 24 febbraio 2026 ha segnato il quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina. Le analisi divergono nettamente sulla narrativa del conflitto: da un lato, fonti vicine alla NATO celebrano la resilienza ucraina; dall'altro, analisi più fredde (analisidifesa.it, IISS) segnalano che la Russia controlla ormai quasi il 20% del territorio ucraino, con 4.524 km² conquistati nell'ultimo anno. Il conflitto ha assunto carattere di guerra di attrito prolungata: la Russia dispone di 710-750mila truppe e mantiene un volume di fuoco da tre a sette volte superiore a quello ucraino, mentre l'Ucraina registra oltre 860mila caduti stimati e difficoltà crescenti nel reclutamento. Sul fronte militare-tecnologico, la rivoluzione dei droni e dei sistemi autonomi ha allargato i fronti di combattimento, senza tuttavia alterare la sostanza della superiorità convenzionale russa. Le lezioni strategiche emergenti puntano all'inadeguatezza del concetto di "guerra ibrida" e al ritorno della centralità dell'attrito e della massa nella dottrina militare moderna. Per il 2026, la variabile critica resta la disponibilità europea a sostenere finanziariamente Kyiv, mentre la Russia approfondisce la dipendenza da Cina e Corea del Nord per la produzione bellica. (Fonti: AnalisidiFesa, IISS, InsideOver) Sintesi dei fatti per teatro operativo Mediterraneo Allargato Il Mediterraneo e le sue propaggini strategiche restano al centro della competizione geopolitica globale. L'Italia partecipa all'esercitazione NATO Dynamic Manta (23 febbraio – 6 marzo 2026), dedicata alla guerra anti-sommergibile, con la fregata ITS Virginio Fasan come nave ammiraglia dello SNMG2, affiancata da Grecia, Spagna, Turchia, Germania, Canada, Portogallo, Francia, UK e USA. L'integrazione di USV (veicoli di superficie non pilotati) in queste esercitazioni segna un salto qualitativo nella dottrina NATO per il dominio subacqueo. Sul fronte mediorientale, le tensioni nel Mar Rosso restano elevate: gli Houthi dello Yemen hanno sospeso gli attacchi alle navi commerciali dopo il cessate il fuoco tra Israele e Hamas (ottobre 2025), ma sono pronti a riprenderli in caso di riaccensione del conflitto. Nel Golfo Persico, il buildup militare statunitense ha raggiunto i livelli più alti dal 2003, in preparazione a una possibile escalation con l'Iran. La visita del premier indiano Modi a Gerusalemme per incontrare Netanyahu rafforza la partnership India-Israele, con scambi commerciali superiori a 3,6 miliardi di dollari e negoziati per un accordo di libero scambio, nel quadro del corridoio IMEC (India-Medio Oriente-Europa). (Fonti: USNI News, NavalNews, InsideOver, ResponsibleStatecraft) Heartland Euro-Asiatico La Russia mantiene la sua pressione militare in Ucraina, avanzando lentamente nel Donbass a un ritmo di 4-5 km mensili, con costi umani enormi (oltre 416mila perdite nel 2025 secondo l'IISS). Sul fronte interno, Mosca evita la mobilitazione di massa per timore di instabilità politica, mentre l'economia tiene grazie all'interscambio con Cina e India. Nikolai Patrushev - influente funzionario di Stato russo e attualmente assistente del Presidente Vladimir Putin - ha minacciato l'intervento della Marina russa contro i sequestri di navi della "flotta ombra" da parte di UK, Francia e paesi baltici, definendo tali azioni "pirateria" e avvertendo che la Russia potrebbe dover "spezzare" il blocco di Kaliningrad nel Baltico. La Cina, intanto, continua a rafforzare la sua presenza nel Mar Cinese Meridionale e a finanziare la dipendenza estrattiva della RDC, mentre il cancelliere tedesco Merz si reca a Pechino con 30 CEO nel tentativo di riequilibrare un rapporto commerciale pesantemente deficitario (90 miliardi di euro di deficit nel 2025). (Fonti: Shipmag, IISS, Geopolitica.info, InsideOver) Teatro Operativo Boreale-Artico Il teatro nordico rimane cruciale nella competizione tra grandi potenze. L'esercitazione NATO Steadfast Dart 26 (febbraio 2026) ha mobilitato 10mila truppe e oltre 15 navi da 13 nazioni, con integrazione del drone turco Bayraktar TB-3 deckato sulla TCG Anadolu, impiegato per la prima volta in un'esercitazione NATO per identificare target per gli Eurofighter alleati. In Norvegia si prepara la Cold Response 2026 (9-19 marzo), con 25mila militari da 14 nazioni. Un'analisi pubblicata su War on the Rocks ammonisce però sulla realtà operativa artica: temperature a -40°F, oscurità prolungata e degrado rapido delle capacità cognitive e fisiche rendono le strategie di presenza persistente impraticabili. Si raccomanda il modello rotazionale breve, con metriche di prontezza basate sulle effettive performance umane in ambiente estremo. (Fonti: USNI News, War on the Rocks) Teatro Operativo Australe-Antartico Sul fronte latinoamericano, un incidente diplomatico di rilievo ha coinvolto Cuba e gli Stati Uniti: il 24 febbraio 2026, uno speedboat partito dalla Florida con a bordo quattro cittadini americani di origine cubana è stato intercettato dalla Guardia Costiera cubana nelle acque di Varadero, con uno scontro a fuoco che ha causato quattro morti e due feriti gravi. Gli USA accusano Cuba di uso sproporzionato della forza; L'Avana parla di "pirateria marittima" e di una deliberata provocazione da parte degli esuli anti-castristi della Florida. L'episodio aggrava ulteriormente relazioni già gelide, senza dialogo sostanziale dal 2017, e rischia di alimentare ulteriori tensioni migratorie con potenziale impatto sui flussi verso il confine meridionale degli USA. L'esercito messicano ha condotto un'operazione militare lampo contro il CJNG (Cártel de Jalisco Nueva Generación, una delle organizzazioni criminali più violente e potenti del Messico) sulle montagne di Nayarit. Duemila soldati, droni e artiglieria hanno eliminato 117 sicarios in 24 ore, senza feriti né catturati. Detonante: l'uccisione di una famiglia di turisti da parte del cartello. La presidente Sheinbaum ha ordinato una risposta senza precedenti, segnando un radicale cambio di dottrina - dalla strategia giudiziaria al combattimento diretto. Nella Repubblica del Congo gli episodi di contaminazione ambientale legati alle attività estrattive cinesi (Lubumbashi, 2025) e i conflitti nel Kivu alimentano un'instabilità strutturale che Pechino gestisce con pragmatismo, privilegiando la continuità degli approvvigionamenti minerari strategici. (Fonti: gCaptain, Geopolitica.info) Indo-Pacifico Il Mar Cinese Meridionale e l'Indo-Pacifico restano il teatro più dinamico della competizione globale. Secondo l'analisi del CSIS, le portaerei cinesi Liaoning e Shandong hanno operato per 58 giorni oltre la First Island Chain nel 2025, rispetto ai 32 del 2024, con circa 1.680 sortite di caccia e elicotteri nel Pacifico occidentale: un record storico che testimonia la progressiva trasformazione della PLAN in una marina a proiezione oceanica. Parallelamente, la visita di Modi a Gerusalemme si inserisce nella più ampia strategia indiana di autonomia strategica: Nuova Delhi dialoga simultaneamente con Washington, Mosca, Tel Aviv, Riyadh e Teheran, bilanciando dipendenze e opportunità. L'India mantiene il corridoio di Chabahar (Iran) come contrappeso al porto pakistano di Gwadar controllato dalla Cina. In Asia sud-orientale, la crisi del Myanmar si trascina con le elezioni del 2026 che legittimano la giunta, ma in un contesto di repressione, conflitto armato e dipendenza crescente dalla Cina attraverso il corridoio BRI. (Fonti: CSIS, InsideOver, IARI) Conseguenze dei fatti accaduti Conseguenze geopolitiche Il 25 febbraio 2026 fotografa un sistema internazionale in cui la transizione dell'ordine globale è entrata in una fase acuta. La giornata conferma almeno quattro grandi derive strutturali. La prima è la frammentazione dell'ordine liberale fondato sulle istituzioni multilaterali post-1945. La politica dei dazi di Trump, dopo lo stop della Corte Suprema all'applicazione dell'IEEPA del 1977, si è riorientata sulla Section 122 del Trade Act del 1974, imponendo dazi globali al 15% per 150 giorni. Il mercato americano diventa un "biglietto d'ingresso" per la globalizzazione, in una logica transazionale che corrode le fondamenta normative del WTO. Partner storici come UE, Giappone e UK subiscono i danni maggiori, mentre la sentenza della Corte Suprema riduce gli incentivi alla compliance per i Paesi che avevano già siglato accordi bilaterali con Washington. La seconda deriva riguarda la militarizzazione delle infrastrutture critiche. Il caso Panama è emblematico: porti, canali, rotte marittime e cavi sottomarini sono diventati asset di potere nella competizione tra grandi potenze. La terza deriva è l'erosione della deterrenza convenzionale in Europa: il quarto anno di guerra in Ucraina ha dimostrato che la superiorità tecnologica occidentale non è sufficiente a compensare la superiorità numerica e di volume di fuoco russo. Il riarmo europeo deve puntare su massa, produzione rapida e costi sostenibili, non solo su sistemi high-tech. La quarta deriva è l'ascesa di una diplomazia parallela, incarnata dall'India di Modi, che rifiuta le logiche di blocco e persegue l'autonomia strategica interloquendo con tutti gli attori principali del sistema internazionale. (Fonti: InsideOver, IISS, AnalisidiFesa, NotizieGeopolitiche) Conseguenze strategiche Sul piano strategico, il 25 febbraio 2026 evidenzia quattro tendenze che ridefiniscono la dottrina militare e le alleanze occidentali. La prima riguarda l'integrazione degli asset unmanned nelle forze armate. L'esercitazione Dynamic Manta nel Mediterraneo e Steadfast Dart nel Baltico testimoniano come droni, USV e sistemi autonomi stiano diventando componenti strutturali delle operazioni NATO, non più sperimentazioni marginali. Il commissioning della Sancar da parte della Marina turca, il quinto USV armato turco sviluppato interamente con tecnologia nazionale, rafforza la posizione di Ankara come leader europeo nei sistemi unmanned navali. La Gran Bretagna sperimenta un approccio diverso con il Pioneer, un USV SWATH da 28,5 tonnellate ottimizzato per la persistenza in acque agitate piuttosto che per la velocità, destinato a sorveglianza ASW e protezione delle infrastrutture sottomarine. La seconda tendenza riguarda il dibattito sulla deterrenza nucleare europea. La Northwood Declaration (luglio 2025) ha già coordinato Francia e UK. A Monaco nel febbraio 2026, Merz ha aperto un dialogo con Macron sull'estensione dell'ombrello nucleare francese. Polonia, Lettonia e Svezia valutano opzioni diverse, mentre la Spagna rifiuta categoricamente il riarmo nucleare. Il discorso di Macron atteso per marzo 2026 potrebbe accelerare il processo, ma l'eterogeneità europea resta un ostacolo strutturale. La terza tendenza riguarda la difesa transatlantica come ecosistema economico. Il venture capital nella difesa europea è passato da 200 milioni di euro nel 2021 a 2,6 miliardi nel 2025, con investitori USA che coprono il 40-50% del capitale nelle startup transatlantiche. L'alleanza tiene grazie all'interdipendenza economica, anche quando la politica la mette sotto pressione. La quarta riguarda il rapporto tra USA e Messico. Sotto la precedente amministrazione, la strategia "Abrazos, no balazos" (abbracci, non pallottole) aveva creato forti attriti con Washington, che accusava il Messico di passività. Oggi il governo statunitense preme per designare i cartelli come organizzazioni terroristiche, e l'offensiva del presidente messicano Sheinbaum funge da "valvola di sfogo" tesa a dimostrare che il Messico può gestire la minaccia militarmente senza interventi esterni. L’operazione chirurgica effettuata dall’esercito nell’area di Nayarit, che ha portato alla uccisione di 117 malavitosi, potrebbe suggerire un possibile ripristino della condivisione di dati ad alto livello con la DEA e il Pentagono, interrotta negli anni scorsi. (Fonti: USNI News, NavalNews, NavyLookout, Geopolitica.info, War on the Rocks) Conseguenze economiche, tecnologiche, finanziarie ed energetiche Sul piano economico, la giornata del 25 febbraio riflette le tensioni di un sistema globale in riconfigurazione. I dazi USA al 15% hanno creato un paradosso: favoriscono nel breve periodo i paesi con surplus elevato verso gli USA (Brasile, Cina, India), rischiando di aggravare il deficit commerciale americano, già a 667 miliardi di dollari nel 2025 verso questi partner. La perdita di certezza normativa genera "entropia" nel diritto commerciale internazionale, scoraggiando investimenti a lungo termine. La Germania di Merz, seconda economia europea ma in crisi strutturale con un PIL cresciuto solo dello 0,2% nel 2025, cerca un riequilibrio nei rapporti con la Cina, con la quale ha registrato un deficit commerciale di 90 miliardi di euro. Le esportazioni di veicoli tedeschi verso la Cina si sono ridotte di due terzi dal 2022. Anche la visita di Merz con 30 CEO riflette la difficoltà di separare interessi economici privati da considerazioni geopolitiche. Leonardo, azienda italiana della difesa, ha presentato risultati preliminari 2025 eccellenti: ricavi a 19,5 miliardi di euro (+9,8%), EBITA a 1.752 milioni (+14,9%), indebitamento netto ridotto a 1 miliardo (-44,2%). Il settore cyber e sicurezza ha registrato la crescita più elevata (+63,3% EBITA), confermando la centralità della difesa digitale nell'attuale contesto geopolitico. La spesa globale per la difesa ha raggiunto 2,63 trilioni di dollari nel 2025 (+2,5% reale), con l'Europa che cresce del 12,6% a 563 miliardi. La Russia spende oltre il 7,3% del PIL in difesa, la Germania ha aumentato del 18%. (Fonti: InsideOver, AnalisidiFesa, IISS) Conseguenze marittime Il dominio marittimo si conferma il più dinamico e contestato dell'attuale fase geopolitica. Cinque sviluppi meritano attenzione. Nel Mar Rosso, la minaccia Houthi resta endemica nonostante le pause negoziate: gli attacchi sono sospesi dopo il cessate il fuoco Gaza-Israele, ma il controllo dello Stretto di Bab al-Mandab rimane una leva strategica che Teheran può attivare in qualsiasi momento. Nel Mar Cinese Meridionale e nel Pacifico occidentale, l'espansione operativa della PLAN oltre la First Island Chain segna un cambiamento qualitativo nelle ambizioni navali cinesi. Nel Baltico e nell'Artico, la minaccia russa alla flotta ombra si accompagna a velate minacce di escalation militare in risposta ai sequestri occidentali di petroliere sanzionate. Nel Mediterraneo, le esercitazioni NATO integrano per la prima volta USV in scenari anti-sommergibili realistici, segnalando la maturità operativa di questi sistemi. Sul fronte tecnologico-navale, la Turchia si afferma come potenza unmanned con cinque USV commissionati, mentre il britannico Pioneer (a differenza di molti droni sottomarini progettati per la velocità o per compiti specifici a breve termine, il Pioneer è progettato come una piattaforma "stazionaria" o a lungo termine) rappresenta un approccio alternativo focalizzato sulla persistenza e la stabilità in acque nordeuropee agitate, con autonomia superiore a 50 giorni. Il controllo dei porti del Canale di Panama da parte di Panama, a scapito della cinese CK Hutchison, ridisegna la logistica globale e conferma che le infrastrutture marittime sono il nuovo campo di battaglia della competizione geopolitica. La flotta ombra russa, stimata in quasi 600 navi, continua ad aggirare le sanzioni occidentali con rotte via Golfo Persico e Asia, mentre l'UE tenta di chiudere le maglie del sistema. (Fonti: USNI News, NavalNews, NavyLookout, gCaptain, CSIS, NotizieGeopolitiche, Shipmag) Conseguenze per l’Italia L'Italia si trova in una posizione complessa ma non priva di opportunità nell'attuale quadro geopolitico. Sul piano della sicurezza nazionale, il governo Meloni ha varato nell'ottobre 2025 una direttiva che istituisce un'unità di crisi a Palazzo Chigi, coordinata dal DIS (Vittorio Rizzi) e presieduta dal CISR con Meloni in testa. Si tratta del primo passo verso la redazione di una Strategia di Sicurezza Nazionale (NSS), che renderebbe l'Italia l'ultima tra i Paesi del G7 ad adottare questo strumento. L'approccio è centrato sulle minacce ibride (cyber, disinformazione, sabotaggi infrastrutturali), con un modello snello ma con interrogativi aperti sull'integrazione del vertice militare e sulla capacità di pianificazione a lungo termine, non solo gestione delle crisi. Sul piano industriale-militare, Leonardo brilla con risultati record, confermando il ruolo dell'Italia come player europeo di primo piano nella difesa, con una crescita del 20% negli investimenti in R&S. L'Italia è coinvolta in programmi strategici come il GCAP (caccia di sesta generazione con UK e Giappone), il C-27J e programmi spaziali e satellitari. L'esercitazione Dynamic Manta vede una fregata italiana come nave ammiraglia, confermando il ruolo di Roma nel fianco sud della NATO. Tuttavia, l'Italia è esposta ai dazi americani su migliaia di categorie merceologiche, con settori come l'agroalimentare, il tessile e la meccanica sotto pressione. Il dibattito sul nucleare europeo a guida francese include valutazioni italiane su una possibile portaerei nucleare, secondo il DPP 2025-2027, ma la priorità resta il rafforzamento delle capacità subacquee. (Fonti: Geopolitica.info, AnalisidiFesa, USNI News, InsideOver) Conclusioni Il 25 febbraio 2026 consegna un'istantanea di un sistema internazionale che accelera la sua transizione verso un ordine multipolare conflittuale. Le alleanze tradizionali reggono grazie all'interdipendenza economica più che alla coesione politica; la guerra in Ucraina entra nel suo quinto anno senza prospettive di soluzione rapida; la competizione USA-Cina si combatte su infrastrutture, rotte marittime e catene di approvvigionamento critiche. Per i decision-maker, la raccomandazione prioritaria è investire in resilienza sistemica: difesa, cyber, energia, logistica. Guardando ai prossimi giorni, i temi che con maggiore probabilità produrranno sviluppi significativi sono: il discorso di Macron sulla deterrenza nucleare europea, atteso per marzo 2026, che potrebbe ridefinire l'architettura di sicurezza del continente; l'evoluzione del buildup militare USA nel Golfo Persico, con il rischio concreto di un'escalation con l'Iran; i negoziati informali in corso tra Russia e Ucraina attraverso canali turchi e qatarini, che potrebbero portare a una tregua fragile; e l'iter legale del contenzioso tra Panama e CK Hutchison, che definirà precedenti importanti per il controllo delle infrastrutture strategiche globali. L'Italia dovrà accelerare l'adozione della sua Strategia di Sicurezza Nazionale per non trovarsi impreparata. Riferimenti Questa sintesi è stata elaborata sulla base degli articoli provenienti da diverse fonti di analisi geopolitica e strategica, tra cui: Center for Maritime Strategy, CIMSEC, Reuters, ShipMag, Navy Lookout, National Interest, Seapower Magazine, CSIS, RUSI, War on the Rocks, IISS, Responsible Statecraft, Foreign Affairs, Formiche.net, Il Sussidiario, Start Magazine, InsideOver, Notizie Geopolitiche, IARI, Dissipatio, Analisi Difesa, Jamestown Foundation, Atlantic Council, RAND Corporation. Per approfondimenti ulteriori consultate i siti o i social del CESMAR:
I contributi sono diretta responsabilità della redazione e ne rispecchiano le idee. La riproduzione, totale o parziale, è autorizzata a condizione di citare la fonte. La strutturazione e l'interpretazione dei dati sono frutto di un processo di sintesi volto a creare un quadro analitico coerente e organico. La sintesi non rappresenta un'analisi originale, ma una riorganizzazione strutturata delle informazioni raccolte e scelte basata sulla expertise dei nostri studiosi che ne hanno poi estrapolato le conseguenze nei campi geopolitico, strategico, marittimo e legato all’Italia.
0 Commenti
Lascia una Risposta. |
Sintesi giornaliera degli eventi geopolitici e geoeconomici più rilevanti analizzati il giorno successivo al loro accadere in collaborazione con il CESMAR.it
Le sintesi vengono pubblicate ogni giorno da Lunedì a Sabato alle ore 12.00
SocialCerca nel testoContributiArchivi
Marzo 2026
Categorie
|
Feed RSS