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La teoria che Trump si sia auto-organizzato l'attentato al White House Correspondents' Association all'hotel Hilton di Washington, è improbabile, infondata e priva di prove logiche. Se davvero l’amministrazione americana avesse organizzato tutto, per quale ragione la Leavitt sarebbe andata a dire una cosa del genere davanti alle telecamere? (ndr. Il discorso di stasera sarà il classico Donald Trump. Si sparerà). Sarebbe come ammettere in anticipo di aver orchestrato tutto. Che senso avrebbe un simile comportamento? L'attentato, d'altro canto, non garantisce un aumento di consensi. Gerald Ford (1975) subì due tentati omicidi ma perse le elezioni contro Carter. Ronald Reagan (1981) fu ferito, ma i repubblicani persero seggi alle successive elezioni di medio termine. E ricordo che il guadagno di consensi di Trump dopo l'attentato di Butler (2024) non fu dovuto all'attentato in sé, ma alla sua reazione eroica (pugno alzato, rialzarsi subito). Le elezioni di metà mandato si decideranno sul carovita e sul prezzo della benzina, non sulla copertura mediatica dell'attentato. La priorità di Trump rimane chiudere il conflitto in Medio Oriente e riaprire lo Stretto di Hormuz. Inoltre non c'è un collegamento provato tra la sparatoria e l'Iran. Lo stesso Trump ha dichiarato in conferenza stampa di non credere a un nesso con la crisi iraniana. Quello che si vede sotto questa patina accusatoria è che dall'era Trump in poi, la fiducia nelle istituzioni è crollata. Quando senti uno sparo, la tua prima reazione non è "chi è stato", ma "chi lo ha organizzato". La Casa Bianca lo sa benissimo. La portavoce Karoline Leavitt ha subito paragonato il linguaggio dell'aggressore a quello usato ogni giorno dai democratici. Stanno combattendo una guerra di narrazioni. Hanno trasformato un evento fisico (un uomo che spara) in un evento puramente linguistico. E come disse Putin nel 2011 al Seliger Forum, solo persone che non capiscono affatto le tecnologie di lavoro dei servizi segreti possono credere a queste teorie fuori dal contesto della realtà. La CIA non è nata ieri. Avrebbe organizzato un false flag decisamente più credibile e privo di contraddizioni mediatiche e fattuali. Nessuno doppio gioco, semmai un triplo gioco: quello di alimentare un certo tipo di propaganda che non è quella che vediamo. Il bersaglio non è l'elettore medio, ma il cospirazionista cronico. Quando questi inizieranno a gridare "È falso!", la loro stessa voce li tradirà. Trump e i suoi potranno dire ai loro sostenitori: "Guardate: questi pazzi di sinistra non credono nemmeno che abbia rischiato di morire. Sono talmente accecati dall'odio che avrebbero voluto vedermi morto". L'attentato non voleva quindi convincere il pubblico che fosse reale (e quindi generare simpatia per Trump), ma voleva apparire così palesemente fasullo da far scattare i radar dei "teorici del complotto". L'obiettivo non era il grande pubblico, ma proprio loro: quelli che vedono complotti dappertutto. Risultato: L'elettore moderato vedrebbe l'opposizione come fredda, antisemita (si fa per dire) e irrazionale. La base MAGA si consoliderebbe. Il profilo dell'aggressore non regge: Le indagini preliminari indicano che l'attentatore, Allen Cole Tomas, era un elettore indipendente che nel 2024 aveva donato 25 dollari a Kamala Harris. Se fosse stato un "attore pagato" da Trump o dal deepstate, perché scegliere qualcuno con un profilo politico così reale e tracciabile? Sarebbe un rischio investigativo enorme. Nulla è come sembra. Soprattutto se si parla di Trump. Stefano Mitrione © RIPRODUZIONE RISERVATA "Facciamo un attentato falso, ma facciamolo sembrare così falso che qualcuno lo scoprirà. E quando lo scoprirà, avremo la prova che esistono persone che 'vedono complotti dappertutto'. Potremo additarle, isolarle, delegittimarle."
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Maggio 2026
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